Come arrivare e cosa visitare a Dronero

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

All'interno di questa breve guida, andremo a occuparci di turismo. Nello specifico, come avrete già potuto notare attraverso la lettura del titolo stesso di questa guida, ora andremo a spiegarvi Come arrivare e cosa visitare a Dronero.
Dronero è un caratteristico paese le cui origini risalgono agli inizi degli anni 1000. Ma la sua notorietà è dovuta all'aver dato i natali a Giovanni Giolitti, insigne statista ed uomo politico. Città decorata con la Medaglia d'Oro al valor militare per il comportamento dei cittadini nel corso della II guerra mondiale, presenta soluzioni architettoniche legate al medioevo ed al primo periodo sabaudo. Ecco perché in questa guida su come arrivare e visitare questa piccola/grande città.

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Occorrente

  • mappa della città
  • google maps
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Come abbiamo appena avuto l'occasione di spiegare all'interno del passo che ha introdotto le tematiche della presente guida, ora ci occuperemo di Dronero, andandovi a spiegare Come arrivare e cosa visitare a Dronero.

PONTE VECCHIO.
L'arcata maggiore è dotata di un diametro avente una larghezza di ventisette metri e una larghezza misurabile in circa sei metri. Salendo a 18 metri dal livello dell'acqua, esso si collega con la Comella e la Presidenta, che sono due canali irrigui molto grandi. Esso fu costruito nell'anno 1428 per riuscire a facilitare l'ingresso a Dronero e alla valle per le persone che arrivavano dalla zona della piana di Cuneo. All'interno dell'archivio del Comune di Dronero, è conservata una pergamena originale, che specifica la quietanza di settecento fiorini di magister Antonius il quale si definisce magister pontis lapidum Dranerii. Ponte Vecchio, detto Del Diavolo. Ponte merlato caratteristico con le sue grandi arcate diseguali, ripreso come simbolo di Dronero in servizi fotografici e televisivi. La quietanza fu rilasciata a Bernardo de Butinonis e a Domenico Poynta, Sindaci della Comunità di Dronero per la costruzione e le connesse opere. Sul pilastro dell'arcata minore in direzione del paese poggiava il ponte levatoio, il cui cardine di ferro è stato trovato sotto il manto stradale; fu soppresso nel 1810 quando venne ampliato il passaggio d'ingresso e ripristinate le merlature ghibelline a coda di rondine. Il nome è legato, come tanti altri ponti medievali, per la sua costruzione e le caratteristiche architettoniche, alla figura del Diavolo.
La leggenda della costruzione del Ponte Vecchio di Dronero: « Gli abitanti del paese di Dronero avevano deciso di costruire un ponte per poter attraversare senza difficoltà il torrente Maira. Nonostante i loro sforzi, però, nessun ponte era abbastanza robusto da resistere alle piene dell'impetuoso torrente. Ogni volta che un ponte veniva costruito, la pioggia gonfiava le acque del torrente e la corrente trascinava via con sé il fragile lavoro degli uomini. Il sindaco di Dronero, non sapendo più cosa fare, decise di chiedere aiuto al diavolo: "Diavolo, puoi costruire per noi un ponte che le acque del torrente non si portino via?" "Certo, lo posso fare, ma voglio in cambio la prima anima che attraverserà il ponte!"Il sindaco accettò il patto e il diavolo costruì un ponte talmente robusto da poter resistere anche ai peggiori temporali, quando le acque del torrente si scagliavano furibonde contro tutto quello che incontravano sul loro cammino. Quando il ponte fu pronto, il sindaco prese un pezzo di pane e lo lanciò sul ponte. Un cane randagio che gironzolava lì intorno vide il pane e si precipitò a prenderlo, scappando poi velocemente dall'altra parte del torrente. La prima anima aveva attraversato il ponte! Il diavolo, che non sapeva che farsene dell'anima di un cane, scappò via infuriato e da quel giorno il ponte prese il nome di Ponte del Diavolo. ».

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Passando agli aspetti territoriali, il comune di Dronero si trova nella regione del Piemonte, in provincia di Cuneo, nella zona sud occidentale della Regione. Conta più di 7000 abitanti. L'evoluzione demografica nel tempo mostra una sostanziale situazione di equilibrio intorno ai 7000 cittadini, salvo aver toccato nella seconda parte del 1800 un punto massimale di 8260 abitanti. L'economia del comune si basa principalmente sul settore primario, attraverso l'agricoltura e l'allevamento,.

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LA TORAZZA.
Percorrendo la statale 22 da Cuneo verso la Val Maira, a circa 2 km prima dell'ingresso in Dronero, una deviazione a destra porta alla frazione di Pratavecchia e di qui a Monastero. Nei pressi, sull'antica Via Nera, che da Dronero portava alla frazione, sorge la torre di vedetta detta comunemente «La Torrazza», sulla destra orografica del Maira, presso un guado che ebbe notevole importanza nei secoli. Era inserita nel complesso sistema di avvistamento e di trasmissione di segnali che, faceva capo ai vicini castelli di Montemale, di Caraglio, di Dronero verso Busca e di qui fino a Saluzzo (con altri castelli piccoli e grandi e torri). È una possente costruzione cilindrica, in pietre di fiume e rivestimento di malta, a vari piani, con una porta a livello superiore del piano di campagna ed alcune feritoie orientate verso Caraglio, Montemale e Busca.
Mediante segnali luminosi si potevano trasmettere notizie con notevole velocità attraverso zone impervie per la vegetazione e i fiumi spesso impraticabili e in mancanza di strade idonee. Si passava da un piano all'altro attraverso botole aperte nei pavimenti e scale in legno. La porta di accesso è a circa 7 metri dal suolo, vi si accedeva mediante una scaletta a pioli che si poteva poi ritirare. Il vano a piano terra o seminterrato serviva in genere in tali torri da magazzino di provviste, il primo da cucina ed alloggio del capoposto, gli altri da dormitorio dei soldati (nel nostro caso al massimo cinque). L'ultimo piano era spesso merlato o dotato di un parapetto; un'apertura coperta da una tettoia spiovente permetteva alle vedette di controllare la piana.
Inoltre sono presenti il Centro Europeo Giovanni GIOLITTI per lo studio dello Stato, dove sono raccolti ed ordinati documenti relativi all'epoca giolittiana (frequentato da studiosi di fama mondiale) ed il museo MALLE', voluto dallo storico d'arte Luigi Mallè, dove dal 1995 sono esposti dipinti della pittura cinquecentesca e fiamminga, opere dell'arte astratta del novecento, orologi in bronzo ed alabastro dello scorso secolo, stampe rococò, foto d'epoca, arredi del tardo settecento ed infine porcellane di Meissen.
In ultima analisi, eccovi un link interessante: https://it.wikipedia.org/wiki/Dronero.
Spero che questa guida su Come arrivare e cosa visitare a Dronero possa esservi utile.

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