Come Raggiungere E Visitare L'Antica Veio

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Veio l'antica città Etrusca sorgeva sulla riva destra del Tevere, e la sua posizione strategica permise a questa civiltà di sfruttare la scia d'acqua, diventando una potenza commerciale che entrò in conflitto con Roma, che invece la chiamava la Ripa Veientana. Ancora oggi sono tante le testimonianze presenti nella località, per cui il consiglio è di visitarla a fondo, e godere delle sue storiche bellezze. In riferimento a ciò, ecco una guida su come raggiungere e visitare l'antica Veio.

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Sotto l'imperatore Augusto vi fu un risveglio con nuovi insediamenti di edifici pubblici come templi, teatri terme i cui resti sono ancora visibili, portati alla luce nelle ultime campagne di scavo. Ma il Parco Regionale di Veio rimane ancora da scavare per una buona metà, ma molte tombe sono state saccheggiate dai "tombaroli" data la vastità dell'area archeologica ancora da identificare.

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Da un famoso Tempio chiamato il "Portonaccio" sono emerse mirabile statue di terracotta dipinta che decoravano il suo tetto ad opera dell'artista etrusco Vulca, forse l'unico di cui si conosce il nome. Tali vestigia sono visibili nel museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Mentre molti altri di recente rinvenimento, sono nel Museo Veientano di Formello. Il nucleo urbano di Veio e circondato da numerose necropoli, con molte tombe dipinte tra le quali quella dei Leoni datata 700 a. C. Rinvenuta nel 2006 in località grotta Gramiccia. Essa presenta una mirabile decorazione pittorica con alcuni leoni ruggenti la quale, unitamente a quella delle Pantere di Tarquinia è la più antica tomba a motivi figurati, finora conosciuta. Subito al di sopra della Cascata della Mola, in località Campetti presso la porta S-O dell'abitato (cosiddetta "Porta di Portonaccio"), una serie di indagini archeologiche susseguitesi a partire dal 1940 hanno messo in luce un vastissimo complesso termale di età romana (circa 10.000 m2) connesso allo sfruttamento di acque salutari.

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La prima occupazione di quest'area del pianoro a fini abitativi risale agli ultimi decenni del IX secolo a. C., come testimoniano le tracce di capanne e i materiali rinvenuti. Al principio del IV secolo, concordemente con la tradizione sulla conquista romana della città, il sito risulta abbandonato. Verso la fine del II secolo a. C. Si ha una nuova fase edilizia con la realizzazione di un vasto complesso per il quale la funzione cultuale può essere solo presunta. Dagli ultimi decenni del I secolo a. C. Il complesso viene totalmente ristrutturato e ampliato, articolandosi su due livelli separati da un terrazzamento e corredati di ambienti coperti e ampie vasche alimentate da cisterne, elementi che contribuiscono a delineare l'immagine di un grande sanatorio per cure idrotermali.

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