Derweze, la porta dell'Inferno

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Introduzione

Esistono dei luoghi dove nel passato sono accaduti dei fenomeni particolari. Questi, infatti, hanno lasciato dei segni evidenti e disastrosi. Non tutti sono a conoscenza dell'esistenza della cosiddetta porta dell'Inferno, in Turkmenistan. Si tratta di un vero e proprio cratere formatosi nelle vicinanze del villaggio di Derweze. Questa parola ha un significato molto particolare, ovvero vuol dire porta. Quindi, un vero è proprio mistero l'avvenimento che ha interessato il luogo. Derweze, inoltre, conta poche centinaia di abitanti, appartenenti alla tribù Teke. Nella seguente guida racconto di Derweze, la porta dell'Inferno.

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Occorrente

  • Guida turistica
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Caratteristiche della Porta dell'Inferno

In occasione dell'incidente non ci furono vittime. Molte apparecchiature vennero però risucchiate da quella che venne spontaneo battezzare Porta dell'Inferno. Le caratteristiche risultano molto particolari. Infatti, ha un diametro di settanta metri e una profondità di circa venti metri. Va aggiunto che quello che è un fenomeno assai banale, per la popolazione locale ha origini soprannaturali. Per questo motivo la zona è diventata una meta turistica. Poiché, la gente incuriosita dall'evento, decide di visitare la porta dell'Inferno che arde.

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Origine della causa

Negli ultimi anni le autorità politiche del Turkmenistan stanno cominciando a valutare la possibilità di chiudere il cratere o comunque di limitare al massimo la dispersione del gas naturale.
Nel 1971 nessuno poteva immaginare, che dopo tanti anni tutto rimanesse invariato e in questo piccolo mistero, forse viene racchiuso il segreto dell'innegabile fascino di tale fenomeno.
Ricordiamo che il Turkmenistan si trova in Asia, si affaccia sul Mar Caspio e confina con i seguenti Paesi: Iran, Uzbekistan, Kazakistan, Afghanistan. Ha numerosi giacimenti di gas e ha fatto parte dell'Unione Sovietica fino all'anno 1991. La sua capitale è Ashgabat.

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Situazione attuale

Nel 1971 vennero effettuati alcuni lavori di perforazione nella porta dell'Inferno. Questi servivano per poter individuare la possibile presenza di petrolio. Ma, durante gli scavi avvenne un cedimento improvviso della superficie: un crollo che ha aperto una via di fuga al gas metano. Davanti a questa situazione di emergenza gli esperti sovietici che si trovavano sul posto hanno dovuto per forza incendiare il gas, per evitare gravi danni all'ambiente. Da quel giorno ormai lontano, la parte interna del cratere, brucia senza sosta, dando luogo ad un fenomeno davvero singolare. Oggi sembra incredibile, ma gli scienziati pensarono che la riserva di gas presente nel sottosuolo poteva esaurirsi in pochissimo tempo. Dopo alcuni decenni, invece, non viene registrato alcun cambiamento a Derweze, la porta dell'Inferno. Infatti, la situazione attuale risulta identica come da principio.

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