7 cose da vedere a Spaccanapoli

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Introduzione

La Napoli verace, quella degli storici Quartieri Spagnoli e di Forcella, è caratterizzata da una lunga via che la taglia in due e che è conosciuta come Spaccanapoli. Ci sono almeno 7 cose da vedere e da conoscere ad iniziare dall'origine di questa importante strada che è romana e fa parte di uno dei decumani dell’antica Neapolis.
Al turista che giunge in visita alla città del sole, non può mancare di inserire nel suo itinerario, l’esplorazione di Spaccanapoli per immergersi nella essenza partenopea più pura.
Spaccanapoli sorprende ed ammalia, regalando agli occhi di coloro che la scoprono per la prima volta, degli incredibili scorci ma, soprattutto, quelle rarefatte atmosfere che narrano la vita di un popolo speciale e di una città davvero unica al mondo.

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Chiesa del Gesù Nuovo

La Piazza del Gesù Nuovo può considerarsi una tra le piazze più significative della città. Il turista che si trova a passare per Spaccanapoli, può sorprendersi di incontrare questa piazza dove si trovano l’Obelisco dell’Immacolata, il famoso Monastero di Santa Chiara e la Chiesa del Gesù Nuovo.
L’edificio religioso è in puro stile barocco napoletano ed è un tripudio di decorazioni, marmi e dipinti ed è molto apprezzato dai napoletani per via di miracoli che hanno dimostrato l’efficacia della preghiera. Questi sono testimoniati da migliaia di ex-voto che come forma di ringraziamento, sono stati affissi alle pareti della cappella di San Giovanni Bosco.
La Chiesa del Gesù Nuovo fu costruita su quello che fu un quattrocentesco palazzo nobiliare (palazzo Sanseverino) caratterizzato da una facciata realizzata a bugnato a punta di diamante. La Piazza del Gesù Nuovo è uno spazio dove sacro e profano si miscelano insieme e danno vita a quelle leggende da sempre fatte proprie dal popolo napoletano. Infatti, anche l’Obelisco della Immacolata contribuisce ad alimentare arcaiche credenze. Non sono pochi coloro che in passato – ma anche in questo nostro presente – confermano il fatto di aver visto, durante alcune ore del giorno e per via di un incredibile configurazione di luci e ombre, addirittura la figura della morte.

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Monastero di Santa Chiara

Il Monastero di Santa Chiara è uno degli edifici più significativi di Napoli. Voluto da Roberto d’Angiò, è stato per la sua casata sede delle più importanti cerimonie religiose e civili. Edificato in puro stile gotico, fu ristrutturato successivamente in barocco per poi ritornare com’era in origine. Eccezionale il colpo d’occhio che si ha quando si vede il vicino Chiostro dove antiche maioliche bianche colorate con ornati in verde, giallo e blu, creano un effetto estetico che non può che essere apprezzato. D’altronde, anche la serenità che regala questo luogo e che contrasta il rumore ed il caos che domina il centro di Napoli.
Da non perdere, proprio all’uscita, la sala che conserva un prezioso presepe artigianale composto da sculture del XVIII e XIV secolo. Come da tradizione partenopea, la scenografia di questo presepio oltre a narrare la Natività, tratta anche scene quotidiane della Napoli dell’epoca unendo il sacro al profano. Curioso il fatto che la scena dove sono collocati Maria, Giuseppe ed il Bambinello non è la classica grotta bensì dei ruderi di un monumento romano, a testimonianza dell’interesse sollevato dall’allora scoperta archeologica di Ercolano ai primi del XVIII secolo.

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Cappella Sansevero a Spaccanapoli

Imperdibile a Spaccanapoli, raggiungere San Domenico e deviare verso il Museo Cappella Sansevero, vero delizioso gioiello artistico. Fu voluto da Raimondo di Sangro, il settimo principe di Sansevero che desiderava un tempo iniziatico che fungesse da testimone della sua personalità. Anche questo luogo è animato da una leggenda popolare che parla di una persona arrestata ingiustamente che stava raggiungendo il carcere che si trovava nelle adiacenze della proprietà dei De Sangro. Fu allora che l’uomo chiese aiuto alla Beata Vergine Maria e proprio in quel mentre, il muro che cingeva la proprietà crollò, facendo emergere un dipinto della Madonna. L’uomo fu scagionato e per ringraziare del miracolo ricevuto, fece restaurare l’immagine dove in seguito sorse la Cappella che divenne meta di pellegrinaggi.
Il Museo Cappella Sansevero conserva dei capolavori unici al mondo, come il Cristo velato: una statua di marmo dove è impressionante la tessitura del velo per la sua veridicità. Da visitare anche le Macchine anatomiche e il Disinganno.

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Sacro Monte di Pietà a Spaccanapoli

All'interno di un cinquecentesco Palazzo si trova il Sacro Monte di Pietà di Napoli. L’origine dello stesso fu voluta da dei nobili partenopei che decisero nel 1539, di istituire una fondazione benefica che avesse il compito di prestare del denaro senza alcun lucro.
Lo si evince anche da una iscrizione ancora visibile sulla facciata del palazzo che è arricchita anche da alcune sculture di Pietro Bernini e da un prezioso frontone del Naccherino che raffigura La Pietà.
Al suo interno molti gli affreschi incorniciati da caratteristiche strutture di stucco dorato. Sia le sale che fungevano da luoghi di asta che la Cappella, sono ora sede di un Museo che colleziona dipinti ed arredi di proprietà dello storico Banco di Napoli, oltre ad una vasta raccolta di oggetti liturgici d’epoca. Da non perdere un dipinto del Caravaggio che raffigura le Sette Opere di Misericordia.

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San Gregorio Armeno

Conosciuta come la Via dei Presepi, San Gregorio Armeno è una vera attrazione della città di Napoli. Infatti, in questa stretta via raggiungibile da Spaccanapoli, sono presenti storiche botteghe artigiane dove l’arte presepiale domina a 360°. La caratteristica è quella che proprio qui e durante tutto l’arco dell’anno, ci si può immergere nell'inconfondibile atmosfera natalizia grazie all'instancabile lavoro di artigiani che operano quotidianamente nella creazione delle statuine per il presepe. Infatti è questo il luogo dove si possono trovare tutti gli elementi occorrenti per realizzare il presepe secondo i canoni della tradizione. Qui ci si può perdere nell'ammirare gli scultori al lavoro dentro le loro botteghe ma anche a curiosare tra le varie scenografie fatte con il sughero e la terracotta.
L’arte del presepe, magistralmente esemplificata da una celebre commedia di Eduardo de Filippo (Natale in casa Cupiello), è celebrata in ogni sua sfaccettatura e non solo. Infatti, oltre alle statuine di pastori e altri interpreti che trovano spazio in ogni presepe, è possibile trovare sculture di personaggi celebri: dai politici alle star del cinema e della televisione, che ogni anno vedono qualche new entry. Inutile dire che San Gregorio Armeno diventa una imperdibile meta nei mesi prossimi al Natale.

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Basilica di San Lorenzo Maggiore

Giunti alla fine proprio della via dei Presepi, ossia San Gregorio Armeno, si arriva a Via dei Tribunali che è l’antico Decumano maggiore e proprio qui si trova la Basilica di San Lorenzo Maggiore, uno dei più significativi esempi di arte gotica non solo di Napoli ma di tutto il Meridione.
Al suo interno si trovano le spoglie di molti personaggi appartenuti alla famiglia degli Angiò oltre a Giovan Battista della Porta e al musicista Francesco Durante.
La Basilica di San Lorenzo Maggiore fu anche teatro dell’incontro tra il Boccaccio e Fiammetta e si dice che anche Giovanni Petrarca frequentò il vicino convento per qualche tempo.
La torre che domina la Basilica fu utilizzata come deposito di armi durante la rivolta del 1647 tanto che è conosciuta anche come Torre di Masaniello.
All’interno della Basilica di San Lorenzo Maggiore si trovano anche scavi archeologici che evidenziano l’antica Agorà greca che testimonia una parte delle origini storiche di questa città.

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L'Ospedale delle Bambole a Napoli

Era il 1840 quando quasi alla fine della via di Spaccanapoli un certo Luigi Grassi, scenografo dei teatrini dei pupi che lavorava in una stradina del rione, ebbe l’idea di creare un vero e proprio Ospedale delle Bambole con l’intento di riparare le bambole rotte dalle bambine. A qualcuno potrebbe creare qualche titubanza osservare, al suo interno, braccia, occhi, teste e pezzi facenti parti dell’anatomia di bambole e bambolotti di ogni tipo, ma si tratta semplicemente di ricambi che saranno utilizzati per rimettere a nuovo giocattoli bisognosi di qualche cura.
La denominazione ‘Ospedale delle Bambole’ venne in mente ad un passante che esclamò, transitando davanti al negozio, che pareva proprio un ospedale dedicato alle bambole e Luigi Grassi, ascoltando questa cosa, prese una tavoletta sulla quale scrisse Ospedale delle Bambole aggiungendo anche una croce rossa. Questa scritta è ancora presente e visibile ai giorni nostri.

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