Balcani: destinazioni imperdibili

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Difficoltà: media
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Introduzione

Organizzare un viaggio nei Balcani significa lasciare l'Italia ad ovest e spostarsi verso est, oltre la vecchia cortina di ferro, e spingersi negli stati di quella che fu la ex Yugoslavia, fino a proseguire per l'Albania, arrivando alle porte della Grecia.
Un viaggio completo richiederebbe il passaggio attraverso i sei stati yugoslavi, più l'Albania, ed eventualmente la Grecia ma qui riassumeremo brevemente le destinazioni nell'area balcanica, le più caratteristiche, cittadine di valenza storica e paesaggistica, alcune ora diventate capitali, mete davvero imperdibili, da visitare quando per la prima volta ci si approccia ad un viaggio nei Balcani.
Lubiana, Zagabria, Banja Luka, Novi Sad, Sarajevo, Mostar.

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Lubiana, capitale della Slovenia

Lubiana, o Ljubjlana in sloveno, è la prima città da affrontare prevedendo un viaggio nei Balcani: la sua vicinanza all'Italia (solo 90km da Trieste) la rende accessibile anche programmando una gita in giornata partendo dal capoluogo giuliano.
Lasciando Trieste alle spalle, e procedendo in autostrada in direzione Lubiana-Zagabria, si attraversano bassipiani e si spaccano monti di una bellezza lussureggiante, e si possono notare ai lati dell'autostrada alpeggi, baite, e sovente pascoli.
Il paesaggio che ci si propone non è più dissimile da un paesaggio svizzero o austriaco, anche una volta arrivati a Lubiana, la prima impressione che si fa viva è che non si tratti di un paese del blocco sovietico bensì di una provincia austriaca o tedesca: colpisce la pulizia, il decoro, la precisione degli spazi e il silenzio delle strade.
Il centro storico parte dal celebre Zmajski most, il ponte dei draghi, e prosegue costeggiando la Ljubjlanica, il fiume che attraversa la città. Da entrambi i lati del fiume sono presenti, uno dietro l'altro, ristoranti, pub, caffé, birrerie, e locali alla moda, per tutti i gusti e, ovviamente, per tutte le tasche.
Da non perdere, se si vuole godere di una vista mozzafiato, è il Castello di Lubiana, posto sulla sommità di una collina, sovrasta la città, ed è raggiungibile sia a piedi che mediante teleferica, e il centro sociale di Metelkova: ex caserma del regime, ora svoltata a centro sociale e ricreativo, ospita una comune, attività ricreative, spazi per concerti di musica alternativa, ed è meta di giovani da tutte le parti d'Europa.

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Zagabria, capitale della Croazia

Zagabria è la capitale della Croazia, posta letteralmente in mezzo ai Balcani, ed è attraversata perifericamente dalla Sava, che insieme alla Drava, costituisce uno degli affluenti più famosi del Danubio. I tre fiumi si incroceranno poi a Belgrado.
Se si sceglie l'auto per arrivare a Zagabria partendo dall'Italia le ipotesi sono di due tipi, o venendo da Fiume e quindi da sud, oppure da Lubiana e quindi da nord.
A primo acchito la periferia di Zagabria può sembrare fatiscente e poco rassicurante: i palazzi uguali, tutti conformi alle regole del vecchio regime, magari crollati, oppure scalcinati, segnalano una per una le ferite che porta questa città dopo la guerra d'indipendenza negli anni '90.
Il centro storico della città si concentra attorno alla Stari Grad, la città medievale, e alla sua piazza principale: Ban Josip Jelacic.
Le attrazioni da vedere: la Chiesa di San Marco con il suo famoso tetto a piastrelle policrome bianche rosse e celesti; la Cattedrale di Zagabria, e per gli amanti dello shopping basta seguire a piedi la via più importante della città, la Ilica, costeggiata da entrambi i lati da caffé e negozi.
Poco distante dal centro cittadino, raggiungibile con tram è il lago Jarun, una delle zone predilette dagli abitanti nelle giornate di sole per sport, jogging, o piccole scampagnate, il complesso offre un lago e dei prati intorno dove la gente sovente si rilassa a prendere il sole. Per chi ama la vita notturna, essa è dislocata in vari punti della città, pub, locali di concerti, e discoteche possono alternarsi sia nei vicolo della Ilica, i quali offrono birra a poco, musica alternative di stampo europeo con vecchie reminiscenze rock e ambiente molto giovanile, che attorno al vecchio Castello per chi ama le atmosfere più jazz.
Il Museum Katran è invece una delle discoteche più famose della città articolata in 4 livelli, dove le canzoni più commerciali ed eurodance si alternano ai ritmi turbofolk delle cantanti balcaniche più note come la più famosa croata Severina Vuckovic.

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Banja Luka, la Sublime porta della Bosnia

Sia provenendo dal confine croato di Novi Grad che da quello situato nei pressi di Bosanka Gradiska, Banja Luka è la prima città importante bosniaca che il visitatore si trova ad ammirare giungendo tramite le principali arterie croate. La strada da e per la Dalmazia, in questa posizione risulta alquanto scomoda, quindi è preferibile non allontanarsi dalla E70 Lubiana-Zagabria-Belgrado.
La città è sede termale: il nome Banja Luka richiama proprio alle potenzialità termali del territorio, le acque sono note nel territorio balcanico per le loro proprietà di sussidio all'apparato cardiovascolare e gastroenterico.
Come tutto il territorio bosniaco la presenza ottomana incombe sovrana a Banja Luka: la città nei suoi quasi 400 anni di dominio turco ospita una contrita comunità mussulmana, ravvisabile nella cucina, nelle usanze (come per esempio il caffé turco o la rakya) e nell'architettura: celebre la Moschea Ferhadija, distrutta dalle forze serbe e ricostruita dopo 15 anni di lavori, è considerata patrimonio dell'Unesco.
Contrapposta alla Moschea è la Chiesa Ortodossa di Cristo Salvatore, edificata in stile neobizantino negli ultimi 20 anni sul sito di un'antica chiesa ortodossa andata distrutta nella seconda guerra mondiale, ospita e raccoglie la comunità ortodossa bosniaca.
Il Kastel è una fortezza medievale costruita su antichi resti romani, costituisce una delle attrazioni maggiori della città ed è situata sul fiume Vrbas, non distante dalla Stari Grad.
Da vedere senz'altro anche il Museo della Repubblica Serba il quale ospita sale sulla storia del paese ed è un'importante meta culturale dal punto di vista storico ed etnografico.

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Novi Sad, passaggio a Nord-Est

La prima città serba appena dopo il confine croato, seguendo la E70, è Novi Sad. È il capoluogo della Vodovina nonché un grande centro industriale, crocevia di molte migrazioni di popoli, situata in una posizione strategica sulla principale arteria fluviale, il Danubio: da Novi Sad partono le rotte per la vicina Ungheria e la altrettanto vicina Timosoara, in Romania.
Il centro cittadino è adagiato su un'anca del Danubio e offre palazzi di chiaro stampo totalitario, i quali hanno subito durante la guerra dei Balcani i bombardamenti, tutt'ora ben visibili. Poi d'un tratto lo scenario diventa mitteleuropeo, quasi austriaco, e quindi abbiamo lastricate vie pedonali dello shopping, pulitissime, e parchi di una simmetria unica (il parco del Danubio è uno di questi).
Poco distante è la Sinagoga, del periodo ungherese, che raccoglie la comunità ebraica della città; quindi le due cattedrali, quella ortodossa e quella cattolica, anche loro poco distanti una con l'altra, sempre nel perimetro della Stari Grad.
Dall'altro lato del fiume abbiamo il borgo antico di Petrovaradin con la sua fortezza medievale, attrazione principale di Novi Sad, e classico esempio di medievale mitteleuropeo: qui venne girato il videoclip di Milica Pavlovic (una delle più note oggigiorno cantanti serbe di turbofolk e sex-symbol) "Operisan od Ljubavi".
Il borgo di Petrovaradin ospita anche il ben noto EXIT, festival musicale che si tiene ogni mese di luglio da circa 17 anni, dove i più importanti gruppi europei si alternano con gli esponenti di musica turbofolk (il genere turbofolk è uno dei maggiori in voga nei Balcani, caratterizzato da musica per lo più dance, e portato avanti da esponenti, la maggior parte donne, ammiccanti e provocanti), rock, trance ed elettronica.

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Mostar, la città del ponte

Le immagini relative a Mostar sono quasi tutte legate all'immagine del suo ponte bombardato dalle forze croato-bosniache che si opponevano a quelle della neonata repubblica di Bosnia.
Il 9 Novembre crollarono le antiche pietre ottomane, posate dolcemente sulla Narenta dal celebre architetto ottomano Hajrudin Mimar nel 1557. Il ponte nel 2004 è stato ricostruito e ricollega di nuovo le due sponde della città bosniaca, le quali, tuttavia permangono divise da caratteri di natura etnica e religiosa. La città, quasi interamente disegnata con strade a ciottoli e muretti in pietra, ospita lungo le rive del fiume rigattieri, bancarelle, negozi di chincaglie e artigianato bosniaco: vi si possono trovare servizi da caffé turco, bricchi, tovaglie, centrini, e quanto di più la fantasia orientale possa regalare all'essere umano. Sempre lungo le sponde del fiume, le antiche mura e la Torre Tara, dalla quale i giovani ragazzi di Mostar usavano tuffarsi nel fiume Narenta per attirare l'attenzione delle giovani; un Hammam turco, perfettamente funzionante e fruibile, ma il passatempo più succulento rimane senza dubbio quello di esplorare le kafane bosniache, autentiche taverne, dal sapore orientale e crudo, dove si beve del buon vino bosniaco (rosso), si mangiano pietanze per lo più intingoli di carne stufata, e si continua a bere rakya tutto d'un fiato, all'usanza tipica balcanica: bere tutto d'un fiato per lasciarsi il passato alle spalle, e per rafforzare questo concetto, si getta con vigore il bicchiere vuoto per terra, per dimenticare totalmente cio che è stato e spazzarlo via, per poi continuare la danza.
" Rompine uno,
per un dinaro ne do cento..
che sentano tutti,
questa canzone che incendia la taverna.
Che sentano tutti,
proprio tutti
come si fa festa nei Balcani "
Balkan, Seka Aleksic (famosa cantante turbofolk serba).

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