Carnevale: le 10 maschere regionali più famose

Tramite: O2O 07/02/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il Natale è ormai passato e adesso il pensiero corre già verso il Carnevale. Il principale elemento che caratterizza questa festa è il mascheramento e il nostro paese offre una vasta scelta di maschere. In questa lista vedremo quali sono le 10 maschere regionali più famose, la loro storia, rappresentazioni teatrali ed origini.

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Pulcinella

Pulcinella, quel ribelle ed impertinente anti-eroe, rappresenta la bellissima maschera napoletana della commedia dell'arte che, insieme ad Arlecchino, raffigurano il vero simbolo del Carnevale d'Italia. La maschera di Pulcinella è nata a Napoli, precisamente ad Acerra, nella seconda metà del 1500 ad opera dell'attore Silvio Fiorillo, ma ha origini molto più antiche. Difatti, se ci si inoltra nel passato al IV secolo a. C., Pulcinella discenderebbe da un personaggio delle Atellane romane (noto spettacolo dell'Antica Roma) cui nome era Maccus, ossia un servo dal lungo naso, con guance rosse e con ventre sporgente, che indossava una camicia bianca abbastanza larga. Il nome Pulcinella, secondo alcuni autori, deriverebbe da 'piccolo pulcino', proprio perché si dimostra piccolo come un pulcino. Stando a ciò che, invece, sostengono altri autori il nome di questa splendida maschera partenopea sarebbe riferito all'ermafroditismo del personaggio. Precisamente l'ermafroditismo di Pulcinella riguarda il suo aspetto fisico diviso in: parte superiore maschile (tra cui naso, cappello appuntito e corno) e parte inferiore femminile (ossia ventre gravido, seni pronunciati e grandi natiche). Per quanto riguarda le rappresentazioni teatrali, ci sono stati diversi attori che hanno interpretato e vestito i panni di Pulcinella tra cui vanno citati: il maestro Eduardo De Filippo, Nino Taranto, Massimo Ranieri e il grande Massimo Troisi.
Tutti coloro che desiderano conoscere meglio la storia di questa maschera napoletana ha la possibilità di visitare il Museo del Folklore e della Civiltà Contadina sito in un castello di Acerra e che risale al IX secolo.

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Arlecchino

Arlecchino, noto simbolo del Carnevale italiano, è una famosa maschera bergamasca della commedia dell'arte. Rappresenta un servo simpatico, lusingatore e povero, dotato di un semplice e puro carattere. Il suo abito è molto festoso ed è caratterizzato da vari pezzi colorati. Prima di ufficializzare il nome Arlecchino, questo personaggio ha avuto diversi nomi ed ha vissuto anche in tante città diverse. La sua terra d'origine è il sud Italia, che in passato era chiamato Magna Grecia. Questa maschera ha circa 2.600 anni e si ispirerebbe alla famosa leggenda, di origine francese, di un diavolo burlone caratterizzato da sporgenze sulla fronte, da corna tipiche del diavolo e dal nome Hellequin de Boulogne. Oggi giorni questa leggenda esiste ancora in diverse zone della Francia, dove non lo chiamano più Hellequin bensì Artù. Il personaggio di Arlecchino fa le sue apparizioni anche su famosi palcoscenici come quelli dei saltimbanco e dei cerretani. Per coloro che sono curiosi di conoscere più nei dettagli lo storico personaggio di Arlecchino, avranno l'opportunità di cimentarsi nel suggestivo borgo di Oneta, in provincia di Bergamo, presso il museo Casa di Arlecchino situato all'interno di un autentico edificio del '400.

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Colombina

Colombina è una maschera di origine veneziana della commedia dell'arte ed è la moglie di Arlecchino. Questa simpatica donzella è una serva molto furba e adulatrice ed è oggetto di desiderio da parte di Pantalone, suo padrone, il quale fa suscitare una forte gelosia nei confronti di Arlecchino. La rappresentazione teatrale più famosa in cui compare il personaggio di Colombina è la commedia 'Colombine avocat pour et contre canovaccio' che fu rappresentato nel 1685 e che andò in scena più volte alla Comédie-Italienne (verso la fine del 1600) e al teatro della Foire. In tale commedia sia Colombina che Arlecchino (suo sposo) recitano in lingua francese, mista all'italiano e al dialetto veneto-bergamasco. La maschera di Colombina ha rappresentato l'evoluzione di un personaggio della Commedia dell'Arte, ossia la Fantesca, un'anziana donna dalla postura curva che è incaricata dalla sua padrona di consegnare una lettera caratterizzata da un cuore trafitto da una freccia. Col passare del tempo questa signora anziana ringiovanisce fino a diventare la Zagna, una servetta furba, graziosa, vivace e compagna dello Zanni (servo a sua volta). È proprio da quest'ultima fase che nasce il personaggio Colombina.

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Pantalone

Pantalone rappresenta una maschera veneziana ed è un personaggio della commedia dell'arte, che nasce verso al metà del 1500 e raffigura un particolare mercante lussurioso, avaro e vecchio. Un personaggio molto simile a quello di Pantalone esisteva già nelle commedie del Rinascimento, ma la vera origine di questa maschera veneziana risale al personaggio del 'Magnifico' che si esibiva nelle piazze insieme al servo Zanni. Questa maschera è composta da una casacca con pantaloni di colore rosso e da una palandrana nera. Il nome Pantalone ha origini molto antiche. A Venezia è stata importata anche una particolare adorazione verso un Santo di Nicomedia, in Turchia. Egli era il medico dell'imperatore Galerio e divenne martire nel 305, durante le persecuzioni ad opera di Diocleziano. Dunque San Pantaleone è stato venerato per diversi secoli, prima di diventare una famosa maschera della Commedia dell'Arte. All'inizio del 1600 l'attore Giulio Pasquati fu il primo, della compagnia dei Gelosi, ad interpretare il noto mercante veneziano.

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Gianduja

Gianduja, è una maschera popolare di Torino e proviene dal teatro dei burattini. Raffigura il tipico e saggio galantuomo torinese dotato di gran coraggio e amante del buon cibo e del buon vino. La maschera piemontese, precisamente Astigiana, nasce intorno al '700 e il suo costume è composto da un panciotto giallo ed una giacca color marrone bordata di rosso. Indossa una parrucca con codino ed un tipico cappello a tricorno. L'origine del suo nome risale al primo decennio dell'800 grazie al lavoro del burattinaio Giovan Battista Sales. Quest'ultimo rese noto il personaggio di Gianduja quando fu obbligato a sospendere le storie del suo personaggio chiave quale 'Gerolamo'. Dopo Battista Sales ci furono anche i fratelli Lupi, che adottarono le rappresentazioni di questo burattino, e l'attore Giovanni Toselli, il quale nel corso del secolo portò in scena questa maschera riscuotendo un grande successo. Due sono le possibili supposizioni relative all'origine del nome Gianduja: quella che lo vede derivare da 'Gioan d'la douja', che significa 'Giovanni del boccale'; e quella che deriva dal francese 'Jean Andouille', ossia 'Giovanni salsiccia'. Il personaggio di Gianduja impersonifica il classico popolo piemontese, arguto, allegro, contraddistinto anche da uno spirito libero e patriottico. Questa figura rappresentava il tipico contadino dal buon senso, ingenuo, pratico e amante sia degli scherzi che delle donne. Dal nome di Gianduja deriva anche quello inerente alla cioccolata di tipo gianduia e del famoso cioccolatino al gianduiotto, entrambi di specialità torinesi.

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Balanzone

Balanzone, è una maschera appartenente alla commedia dell'arte che nasce a Bologna e raffigura il classico personaggio sapientone, serio, presuntuoso e bisbetico. Balanzone parla diverse lingue tra cui: volgare, latino, francese, spagnolo, tedesco, polacco e turco. Il più delle volte il "serio" Dottor Balanzone si lascia andare in lunghi discorsi in latino maccheronico. Il nome Balanzone deriva dal termine 'balanza', che sta ad indicare la bilancia (simbolo della giustizia che trionfa nei tribunali), egli infatti rappresenta proprio il giurista e spesse volte viene chiamato anche come il 'Dottor Graziano' oppure solamente il 'Dottore'. Nell'interpretazione goldoniana de 'Il Servitore di due padroni' viene, invece, chiamato il 'Dottor Lombardi'. Questo personaggio è entrato a far parte anche nel mondo dei burattini sotto le vesti di: Dottor Violoni detto Forbizzone, Graziano delle Cotiche, Campanari, Scarpazzone, Spaccastrumolo, Scatolone e Bombardone. Lo chiamano anche 'Sapientone' perché è quella classica persona che crede di saper tutto. Lo chiamano Sapientone perché crede di saper tutto per quanto riguarda i diversi settori della scienza umana, come: legge, astrologia, filosofia, medicina. Oltre ad essere un gran scienziato è anche un gran medico, infatti, ha guarito addirittura Pulcinella da una sconosciuta malattia latina cui nome era 'Sanissimo sunt'.

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Rugantino

Rugantino, è una maschera del teatro romano e rappresenta proprio un personaggio tipico romanesco (noto come 'er bullo de Trastevere'). Si tratta di un giovane arrogante e strafottente, ma di fondo amabile e buono. Le sue origini risalgono alla fine del 1700. Il Ghetanaccio, conosciuto come il famoso burattino romano, ebbe notorietà proprio grazie alle prime apparizioni che videro come protagonista il personaggio di Rugantino, dunque le sue origini risalgono alla fine del '700. Con il passare degli anni questa figura si trasformò in un giovane bullo dei quartieri romani. La tipica maschera vede vestire Rugantino in ben due modi diversi: da sgherro, ossia con un vestito rosso appariscente e con un cappello a due punte; e da povero popolano, vestito con calzoncini deteriorati, una camicia con casacca, una fascia intorno alla vita ed un fazzoletto al collo. Numerosi furono anche gli interpreti, tra cui: Tacconi, Nino Slari, Nino Tamburri e il noto cantastorie conosciuto come il Sor Capanna. Rugantino è stato anche protagonista di varie opere teatrali quali: Augusto Jandolo del 1925, di Garinei e Giovannini del 1962 e dell'omonimo film diretto da Pasquale Festa Campanile nel 1973.

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Brighella

Brighella, è una maschera di origine bergamasca della commedia dell'arte ed è il migliore amico di Arlecchino. Il personaggio si presenta rispettoso e sempre al servizio dei potenti, mentre con i più deboli appare dispettoso, furfante e impertinente. Le origini della maschera di Brighella risalgono al 1601. Verso la metà del XVII secolo la notorietà di questo personaggio giunse anche in Francia, periodo in cui fu definita anche l'abito, ossia quello di un maggiordomo. Quanto al carattere, invece, venne messo a punto da Goldoni tramite la commedia 'Il servitore di due padroni'. Le origini del nome Brighella furono diffuse grazie a Carlo Cantù e Francesco Gabrielli. Il nome proprio deriva da 'brigare' oppure 'briga', che significa intrigo, comportarsi in maniera poco seria. Tra i principali interpreti di questo personaggio, oltre a Carlo Cantù, va menzionato anche Atanasio Zannoni nel '700.

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Meneghino

Meneghino è un personaggio del teatro milanese, divenuto successivamente una maschera della commedia dell'arte che si formò alla fine del 17° secolo. La maschera di Milano raffigura il simbolo dell'animo patriottico milanese che andava contro il dominio degli asburgici. Meneghino era un personaggio appartenente alle commedie scritte da Carlo Maria Maggi in puro dialetto milanese, tra queste ricordiamo: il manco male del 1695, il Barone di Birbanza del 1696, i consigli di Meneghino del 1697 e il falso filosofo del 1698. Con il successo di queste quattro commedie, Meneghino, andò a sostituire Beltrame da Gaggiano, che rappresentava un contadino rozzo, incapace. Nel 1800 questo personaggio subì una modifica anche in teatro, dove ebbe notorietà con il nome di Meneghin Pecenna (Domenichino parrucchiere). Con il passare del tempo Meneghino divenne un vero e proprio simbolo di libertà del popolo milanese. Tra i principali interpreti di questo personaggio ricordiamo Gaetano Piomarta, Luigi Preda, Giuseppe Moncalvo e Tagliabue Malfatti. Nell'ultimo secolo, invece, Meneghino viene interpretato prettamente nel teatro dei burattini e delle marionette.

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Stenterello

Stenterello, è una maschera di origine fiorentina. Rappresenta l'unico personaggio di Carnevale fiorentino ed è stata anche l'ultima maschera appartenente alla Commedia dell'Arte antica. La maschera fu creata nel 1700 dall'attore Luigi Del Buono, ispirandosi al tradizionale Zanni, e raffigura il tipico ciarlatano, pauroso che agisce in maniera precipitosa, ma che si dimostra anche astuto, ingegnoso, generoso, sempre con la risposta pronta, inventore e capace nel trovare i mezzi più adatti e insoliti a risolvere difficoltà ed escogitare nuove cose. Oltre a Del Buono, questo personaggio è stato interpretato anche da Lorenzo Camelli, Gaetano Cappelletti, Amanto Ricci e Raffaele Zandini. Stenterello deve il suo nome alla personale situazione di vita disagiata e di salute, precisamente da 'stento', ossia mancante di ciò che è necessario e 'stentato', cioè di colui che cresce in maniera non sana.

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