Come arrivare al Santuario di Gibilmanna

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il Santuario di Gibilmanna, come tutte quante le costruzioni sacre che si rispettano, è dedicato ad un Santo e, nella fattispecie, alla Beata Vergine. Questo luogo rappresenta, sicuramente, uno dei più conosciuti e celebrati Santuari presenti nella terra siciliana. È situato geograficamente a pochi km dalla località di Cefalù, che si trova in provincia di Palermo. In questa zona l'incantevole mare siciliano si fonde con delle magnifiche distese di colline e di boschi, che giungono fino alla città di Palermo. In questa breve guida andremo a spiegare come si può arrivare in questo posto davvero magnifico.

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Occorrente

  • Automobile
  • Navigatore satellitare oppure cartina della zona
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Dopo una breve e doverosa introduzione che abbiamo fatto sul Santuario in questione, è fondamentale comprendere dov'è collocato rispetto ai principali capoluoghi siciliani, al fine di poter pianificare l'itinerario di viaggio più funzionale per raggiungere la meta desiderata. Arrivare al Santuario di Gibilmanna è abbastanza comodo, utilizzando l'automobile se si parte da Palermo. Praticamente, uscendo dal capoluogo siciliano sarà possibile imboccare l'autostrada, per poi proseguire in direzione di Messina (prendendo l'A 20). All'altezza dell'uscita per Cefalù, è necessario uscire dall'autostrada, per poi seguire i cartelli direzionali che conducono ad Isnello. A seguire, giunti a questo paese occorre attenersi alle indicazioni stradali che portano direttamente alla strada per il Santuario. La durata del viaggio è leggermente superiore ad un'ora. Sicuramente il capoluogo siciliano rappresenta il punto di partenza più comodo per arrivare al Santuario di Gibilmanna. Tuttavia è possibile arrivarci anche partendo da altre città più lontane, tra cui Catania. Naturalmente, dal momento che Catania è più distante dal Santuario rispetto a Palermo, il tempo di viaggio sarà più lungo. Partendo da Catania è necessario imboccare l'autostrada Messina-Cefalù, per poi percorrere la medesima fino all'uscita della località del Santuario. Da Cefalù, a seguire, si dovranno seguire tutte le indicazioni stradali che porteranno fino alla destinazione finale. In questo caso, la durata complessiva del viaggio è di circa 2 ore. Qualora la propria partenza fosse da Agrigento, situata sulla costa opposta rispetto a Cefalù, è necessario attraversare l'entroterra siciliano, passando per Caltanissetta ed imboccando l'autostrada Messina - Cefalù. Da qua, si dovrà prendere l'uscita di Cefalù, per poi procedere seguendo i cartelli stradali situati per tutta quanta la via che porta al Santuario. Questo ultimo viaggio prevede una durata complessiva pari a circa 2 ore. Se invece la propria provenienza è da Messina, splendida città che si affaccia sulle coste calabresi, è possibile percorrere la strada che costeggia il Mar Mediterraneo in direzione di Palermo. Quindi, occorre imboccare l'uscita per Cefalù, seguendo le varie indicazioni presenti per raggiungere il Santuario di Gibilmanna. Anche questo tragitto prevede una durata complessiva pari a circa 2 ore. Il Santuario non rappresenta una meta di visita esclusivamente riservata ai siciliani. Infatti sono davvero molti i turisti, sia italiani che stranieri, che lo visitano regolarmente. Per chi viene fuori dalla Sicilia, è possibile raggiungere questo luogo molto facilmente, arrivando in quest'isola per mezzo dell'aeroporto Falcone-Borsellino (al quale è affiancata l'autostrada A 19), situato nella vicina città di Palermo. Inoltre non è da sottovalutare un altro aspetto. L'area che circonda il Santuario è completamente attrezzata da parcheggi gratuiti, riservati sia per le automobili che i pullman. È utile sapere che, per chi fosse sprovvisto di un'automobile, la zona è possibile da raggiungere di vari pullman locali.

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A questo punto, possiamo citare qualche importante nozione dal punto di vista storico. La storia narra che il giorno di Pasqua del 1534, durante una tempesta in mare, ha trovato rifugio nel borgo medievale, una piccola imbarcazione che trasportava una statua raffigurante una Madonna con un bambino. La statua caricata sopra un carro trainato da buoi, lasciati in libertà, dopo giorni di viaggio si è fermata nel promontorio che sovrasta Cefalù, in cui successivamente è stato eretto l’attuale Santuario di Maria Santissima di Gibilmanna.

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Il Santuario di Gibilmanna, dedicato alla Santissima Vergine, rappresenta un celebre luogo di culto della provincia di Palermo. Come abbiamo detto nell'introduzione di questa guida, si trova nella località di Cefalù, e precisamente nella frazione di Gibilmanna. Il nome "Gibilmanna" sembra fosse di origine araba. Tradotto possiamo definire "gibel" come monte, mentre al secondo termine è possibile attribuire il significato di "divieto" oppure di "manna".

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Non sono presenti delle fonti storiche certe sul significato di Gibilmanna. Una delle più attendibili, come abbiamo detto nel precedente passo, potrebbe essere quella di "Monte del divieto". Secondo questa fonte, si fa riferimento alla fitta vegetazione che è presente nella zona circostante il Santuario. Secondo l'altra versione, Gibilmannala assume una traduzione differente, ossia quello di "Monte della Manna". In questo secondo caso, invece, si fa riferimento alla presenza di frassini produttori di una sostanza vischiosa chiamata "manna", che sono presenti nel perimetro del Santuario.

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Oggi il Santuario è diventato un luogo di culto e di pellegrinaggio immerso nel verde dei boschi che ospita anche un interessante museo ed una biblioteca curati dai Frati Cappuccini nei pressi dello stupendo Golfo di Cefalù. La grande chiesa ed il complesso conventuale dominano dall'alto l'intera vallata sottostante da cui si gode una vista assolutamente mozzafiato. La chiesa è relativamente piccola ma conserva quell'intimità e quel raccoglimento che un po' stridono, con la sua rigogliosa bellezza della natura all'esterno. Il museo, invece, è stato aperto al pubblico nel 1992, ed ospita anche una sezione riservata agli oggetti di uso comune, utilizzati dai Frati in epoche diverse. Queste rappresentano delle testimonianze del passato agricolo e contadino della Sicilia più rurale. In buona sostanze, questo Santuario costituisce un piccolo scorcio di passato immerso nella natura di una splendida Sicilia.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Abbigliamento comodo e sobrio, tenendo sempre presente che si sta visitando un luogo di culto

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