Come e cosa vedere a Sant'Alfio

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Introduzione

Sant'Alfio è una città siciliana di 1.664 abitanti nella provincia di Catania. Il nome prende vita da una antica storia religiosa in cui tre fratelli (Alfio, Filadelfo e Cirino) vengono portati qui in Sicilia per essere martirizzati. Nel loro percorso verso Lentini, avvenne il miracolo della trave, in cui si dice che un forte vento abbia spazzato via la trave che stavano trasportando. Nel 1923, la città di Sant'Alfio divenne un comune autonomo. Essa andò economicamente avanti grazie alla produzione di vino, divenuto tipico del luogo e apprezzato e riconosciuto anche all'estero, in quanto veniva richiesto dai generali inglesi, grazie al suo forte livello alcolico. Sant'Alfio è composta da piccole viuzze in cui poi si ergono i palazzi principali, composti interamente da pietra lavica. Qui di seguito vi indicheremo come e cosa vedere a Sant'Alfio.

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Il Castagno dei Cento Cavalli che si trova all'interno del Parco dell'Etna, è un castagno plurimillenario considerato il più famoso e il più grande di tutta l'Italia. Nel 1982 è stato inserito nel patrimonio italiano dei monumenti verdi. Dietro il suo nome, si cela un'antica leggenda di una regina, seguita dai suoi cento cavalieri su destrieri, che trovarono riparo da un temporale sotto quest'albero. Nel 2006, durante il Convegno Internazionale dell'UNESCO che si svolse a Sant'Alfio, l'albero venne riconosciuto come Monumento Messaggero di pace.

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La Grotta dei Ladri è un tunnel di scorrimento lavico. Secondo una leggenda, essa venne utilizzata come rifugio dai briganti che nel XVIII attaccavano nella zona. Questo gruppo era tuttavia riconosciuto per la sua sfortuna e scarsità di guadagno dalla loro attività. La cavità presenta due ingressi che portano alle due sale sotterranee che sono unite tra di loro. L'ingresso è caratterizzato da una stupenda scalinata fatta di piccoli gradini tagliati dalla roccia. L'altro ingresso, molto più suggestivo del primo, è una sorta di trincea in cui probabilmente si facevano entrare cavalli e muli, essendo più grande dell'altra entrata. Ciò che rende particolare la Grotta dei Ladri sono i tre pozzi che collegano l'interno della grotta con la superficie soprastante. Anche per questi pozzi è stata ritrovata una soluzione nella leggenda dei briganti, in quanto, se inseguiti, buttavano i loro bottini dentro questi pozzi per poi tornare a riprenderseli una volta scampato il pericolo.

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La chiesa madre di Sant'Alfio è la chiesa principale della città. Interamente costruita con pietra lavica nella metà del seicento. I sacerdoti del paese di Viagrande donarono il terreno che oggi ospita l'edificio. Nel 1867 la chiesa fu ulteriormente ampliata dal Sacerdote Giacomo Nicotra. Nel 1792 la chiesa ricevette in dono una campana (che fu battezzata Alfia) da parte della fonderia Marinelli. La chiesa è composta da tre porte di ferro, una costruita ad Acireale con i contributi degli immigrati in America, le altre due a Giarre con le offerte dei rappresentati degli emigrati in Australia, i fratelli Lizzio.

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