Come visitare la diga del Vajont

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tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

La diga del Vajont fu lo scenario del disastro accaduto nel 1963, quando la frana del Monte Toc creò un'inondazione senza pari nella storia. Visitare un luogo con questo carattere di profonda identità culturale significa avere a che fare con sensibilità e memoria, due caratteristiche che nelle dolomiti si respirano fin da subito.

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Occorrente

  • Auto, moto o camper
  • Documentazione storica
  • Visita alla Pro Loco di Longarone
  • Abbigliamento da trekking
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Prima di tutto occorre avere adeguate informazioni sui luoghi da vedere e immortalare nella memoria, perché l'inondazione travolse anche le vallate prospicienti di Longarone e nella zona della Val Zoldana, vicino a Erto dove risiedono attualmente le rovine del tempo, messe comunque in sicurezza dagli archeologi. In questi posti vivono ancora alcuni valligiani, potrebbe essere interessante una volta in loco chiedere loro qualche informazione su eventuali scorci "segreti", quelli che ogni Paese racchiude e poche guide turistiche sanno riportare.

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Per arrivare nella zona della diga del Vajont è sufficiente prendere l'autostrada per Vittorio Veneto e proseguire sulla Statale Alemagna fino a Longarone. Le indicazioni situate alla destra della zona di arrivo conducono verso Erto e la Diga. Chiunque abbia intenzione di intraprendere un viaggio col camper, deve prestare molta attenzione guidando con prudenza, in quanto la strada è molto ripida e ci sono numerosi tornanti con gallerie strette. Una volta intrapreso il percorso, il parcheggio non è un problema, in quanto c'è molta disponibilità di posteggio e non ci sono molti "turisti" da quelle parti, in quanto sono davvero pochi coloro che vogliono arricchirsi di un pezzo di storia italiana che, per quanto elemento fondante della collettività, rimane comunque il riflesso di un luogo in cui occorre comportarsi con rispetto.

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Per visitare la diga del Vajont è sufficiente partire dalla Chiesa principale sita in piazza. Alle spalle della struttura è possibile ammirare il Monte Toc inserito in quello che una volta era un lago. Lungo la strada che scende a Pordenone, si trova invece un sentiero che permette di addentrarsi e risalire il Monte Toc, entrando nel cuore del territorio. Sempre avendo come punto di riferimento la Chiesa, scendendo verso Longarone, nella roccia è possibile visionare i nomi dei caduti del Vajont. Il giorno più indicato per visitare questi posti rimane comunque un feriale, in quanto nei festivi ci sono famiglie e curiosi che non mancano di prendere parte a visite accurate, con relativi pellegrinaggi nei luoghi di interesse.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Evitare l'abbigliamento elegante, preferire assolutamente quello sportivo
  • Lo zaino è il più comodo e indicato come contenitore

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