Come visitare Nora in Sardegna

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Introduzione

Come visitare Nora: è una cittadina molto antica, le sue origini risalgono all'era fenicia e nuragica (tra il IX e l'VIII secolo a. C.) ed è passata successivamente all'epoca punica sotto il controllo della popolazione Noritana. Alle fine del VI fu dominata dai cartaginesi, e nel suo periodo romano arrivò a possedere lo status di municipium, le strutture divennero sempre più importanti fino al loro completo abbandono a causa degli attacchi dei pirati arabi. Attualmente fa parte del comune di Pula, proseguendo a ovest di Cagliari, precisamente lungo la costa meridionale della Sardegna.

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Lungo il territorio circostante sono stati rintracciati alcuni nuraghi e attestazioni che li riguardano (troviamo ad esempio "Sa Guardia mongiasa" o il nuraghe "Antigori" di Sarroch). Ma tra le visite più importanti da affrontare, c'è sicuramente quella al Parco Archeologico: si trova ovviamente su questa penisola di capo di Pula ed è famosa per essere ricca di testimonianze dell'epoca romana non solo grazie alla presenza dei resti degli edifici dell'epoca, ma anche per il ritrovamento di mosaici (caratterizzati dall'uso dei colori bianco, nero e ocra) tra i più importanti della Sardegna.

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Inoltrandosi nel Parco Archeologico, subito alla sinistra del suo ingresso, ci troviamo di fronde ai resti di un edificio termale che conduce direttamente alla vasta Piazza del Foro ancora pavimentata dall'andesite. Non troppo lontano dalla piazza troviamo un tempio di cui sono ancora chiaramente visibili il pronao e le sue colonne, l'altare, una grande cella e un penetrale. Il viale (anch'esso intonso, rivestito dall'andesite) si arriva alle costruzioni conservate meglio: il teatro risalente all'era di Traiano e Adriano, di cui si vedono ancora il palcoscenico e i dolii al di sotto (utili, probabilmente, per l'amplificazione dei suoni); delle Terme al mare si possono vedere ancora i porticati perfettamente integri.

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Di fondamentale importante è anche il grande complesso di Eshmun-Esculapio, un tempio sacro interamente votato alla divinità salutifera. La storia narra che qui, forse, veniva celebrato il "rito dell'incubazione" utile per la richiesta al Dio di rimedi per curare i mali dei suoi devoti. La costruzione si presenta su tre livelli, gli ambienti sono mosaicati ed è presente un'abside nella parte che dà verso il meridione. I vari scavi, inoltre, hanno permesso di salvare sei statuette raffigurante il Dio e il suo anime sacro, il serpente. Il Parco Archeologico di Nora è visitabile d'estate e d'inverno, pagando una piccola somma all'ingresso.

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