Cortona: città di origine etrusca

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Introduzione

Cortona, in provincia di Arezzo, rappresenta un sito etrusco dell'Italia preromana. La sua posizione strategica, su di un'altura della Val di Chiana, le consente di controllare fieramente la zona circostante. Per questo forse ai tempi degli etruschi ricopriva un ruolo di rilievo nell'ambito del territorio soggetto al lucumone. Venne persino citata da Virgilio nell'Eneide, a proposito del funerale di Polidoro, discendente del cortonese Dardano. Il grande poeta sosteneva infatti che il capostipite dei Troiani (figlio della pleiade Elettra e di Zeus, o del re etrusco Corino secondo la tradizione virgiliana) fosse anche il mitico fondatore di Cortona dopo la sconfitta dei Pelasgi. Jovanotti vi risiede stabilmente, ha ricevuto la cittadinanza onoraria e celebrato lì, in questa cittadina così ricca di storia, il matrimonio con la sua Francesca. Scopriamo allora insieme questa città di origine etrusca.

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Occorrente

  • scarpe ginniche
  • macchina fotografica
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Nel IV-III secolo a. C. gli Etruschi edificarono le mura intorno alla città, sorta tra il VIII e il VII secolo a. C. L'antropizzazione dei luoghi fece però sì che le mura ciclopiche venissero sostituite con mura romane e in seguito medievali. Solo alcune parti delle porte di accesso sono dunque rimaste quelle originali, per esempio la Porta Bifora di Cortona. Si sono mantenuti inoltre la volta a botte di una cantina in via San Sebastiano e l'impianto viario lungo le direttrici Decumano Massimo (est/ovest) e Cardine orientale (nord/sud). Forse anche le origini del pozzo sito in Piazza del Pozzo potrebbero essere legate a questa antica civiltà.

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La cinta muraria odierna è lunga all'incirca tre chilometri ed è di forma rettangolare, con i lati maggiori volti verso Nord e Sud e una buona conservazione della zona a Ovest. Nel passato della cittadina vi fu un'alleanza con Roma intorno al 300. Il mancato rispetto dei patti condusse nel 284 a. C. Alla sconfitta di Cortona vicino al lago di Vadimone, presso Bassano in Teverina. La conquista ad opera dei romani implicò la distruzione di parti di mura, che vennero ovviamente rifatte dove necessario. Sotto l'impero di Augusto, l'Etruria diventò la la Regione VII dell'Italia romana e si ricostituì la Lega etrusca. Tra le città principali, divenute quindici, figurava anche Cortona. L'occupazione nel 450 d. C. Da parte dei Goti rappresentò un violento smacco alla sua immagine. In epoca medievale, ulteriori danni derivarono alle mura ciclopiche dal Sacco del 1258.

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Nelle necropoli si trovano gli Ipogei e i Meloni, ossia tombe nobiliari "a melone": Il Melone del Sodo I, del II, di Camucia e l'Ipogeo di Cortona. Sodo II è un'imponente tomba arcaica del VI secolo a. C., che mostra i resti di un altare monumentale: la gradinata di accesso alla terrazza ha ai lati dei blocchi con scene di lotta, in particolare vi è una sfinge che si scontra con un guerriero. Il Melone di Camucia fu scoperto verso la metà dell'Ottocento. Presenta un letto funebre scolpito, composto di tre blocchi di tufo e raffigurante due file di donne piangenti.

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Il Museo dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona o MAEC ha sede nel Palazzo Casali, antico ed elegante palazzo. Qui sono custoditi i resti della civiltà etrusca. Al piano terra viene illustrata la storia degli insediamenti etruschi e romani e si trovano esposti i maggiori reperti, tra cui i corredi dei tumuli arcaici cortonesi, la Tabula Cortonensis e dei veri capolavori in bronzo, originari di Trestina e Fabrecce. Di sopra troviamo invece antiche collezioni appartenute all'Accademia Etrusca (nata per iniziativa di alcuni intellettuali settecenteschi, la cui attività riguardava la ricerca erudita toscana, e non la sola etruscologia) che includono i bronzetti, un lampadario, la sezione egizia e una biblioteca del '700.

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In questa città toscana, con la collaborazione del Louvre, è (ancora per poco) in corso un'importante mostra che mira alla riscoperta degli etruschi, a cominciare dal loro alfabeto, rimasto per molto tempo avvolto nel mistero. Il titolo è infatti “Gli etruschi maestri di scrittura”. La scrittura etrusca ha ricoperto un ruolo di primo piano nell'ambito della diffusione dell’alfabeto in tutta Europa, Italia compresa. Il pezzo più importante della mostra è naturalmente La Tabula Cortonensis, rinvenuta pochi anni fa nella zona. Si ritiene provenisse dagli archivi di un santuario etrusco. Essa riporta una lunga iscrizione etrusca (la terza più lunga del mondo) su supporto di bronzo. Si tratterebbe di un contratto che contiene un riferimento al lago Trasimeno.

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Consigli

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