Curiosità sul Carnevale Ambrosiano

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Introduzione

Una delle feste più amate nel nostro paese, per i colori, l'allegria e la giocosa follia, è senza dubbio il carnevale. Non tutti sanno, però che, mentre nel resto dello stivale, questa festa termina con il martedì grasso, a Milano, essa, ha il suo culmine il sabato successivo al mercoledì delle ceneri e prende il nome di carnevale ambrosiano. A parte i tempi decisamente fuori dal normale per il rito romano, nulla, però, la differenzia dalla festa mascherata che tutti amano. Andiamo, dunque, a scoprire alcune curiosità sul Carnevale Ambrosiano.

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Le ceneri

A differenza di quello tradizionale, il carnevale ambrosiano, che prende il nome da Sant’Ambrogio, patrono di Milano, vuole l'inizio della Quaresima, di domenica anziché il mercoledì delle ceneri. La tradizione racconta che Sant' Ambrogio, partito per un pellegrinaggio, non tornò in tempo per il carnevale ma i suoi concittadini vollero aspettarlo, prolungando la festa in suo onore. Questa tradizione è continuata nel corso degli anni.

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Meneghino

La maschera che viene associata, per tradizione, al carnevale ambrosiano è quella di Meneghino, il servo dei poveri. Il suo nome deriva, in effetti, da Domenichino, in quanto, le persone non troppo facoltose, non potendo spendere troppi soldi per la servitù, si concedevano il lusso di avere un servo almeno di domenica. Questo portava in giro i propri signori e apriva loro lo sportello della carrozza. Meneghino è la maschera con il viso scoperto e va sempre in coppia con la moglie Cecca.

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La leggenda della peste milanese

Secondo una leggenda, il carnevale ambrosiano nacque in seguito ad una grave pestilenza che colpì la città di Milano. A causa della grave malattia, il popolo fu costretto dell’isolamento e quindi dovette rinunciare ad ogni forma di festeggiamento per timore del contagio. Per rianimare i suoi concittadini, Ambrogio chiese ed ottenne dal Papa di prolungare il carnevale.

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La Quaresima secondo Sant'Ambrogio

Durante il periodo del suo vescovo, Sant'Ambrogio ricevette una circolare che annunciava che la Quaresima sarebbe dovuta durare quaranta giorni, come il digiuno di Gesù nel deserto. Ambrogio decise, dunque, di includere in questi quaranta giorni anche le domeniche, prolungando, così, il carnevale fino al sabato.

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Tra leggenda e realtà

Nonostante le varie leggende e i racconti storici riguardo a questa vicenda, il carnevale ambrosiano o "carnevalone", resta ancora un mistero. E anche a dospetto dell'insistenza di Carlo Borromeo, affinché fosse abolita, questa festa continua ad esistere, rallegrando i milanesi e tutti i turisti che hanno la fortuna di godere di questo ulteriore sprazzo di incredibile felicità.

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