Eritrea: usi e costumi

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Introduzione

L'Eritrea è uno stato africano e si trova nella zona più orientale del Corno d'Africa. Confina ad ovest con il Sudan, a sud con 'Etiopia e a sud - est con il Gibuti. La particolarità di questo stato africano, così come di tantissimi altri paesi di queste zone è la presenza di numerosi gruppi etnici, ognuno con la sue tradizioni, religione e lingua. In questa guida ci occuperemo di illustrarvi gli usi e costumi dell'Eritrea.

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Le diverse etnie

Come già anticipato in Eritrea convivono diversi gruppi etnici e per la precisione sono 9. Circa la metà della popolazione (55%) appartiene al gruppo dei Tigrini, mentre un altro gruppo abbastanza folto è rappresentato dai Tigrè con circa il 30% della popolazione. La restante parte della popolazione è suddivisa in altri sette etnie e sono: i Saho; i Kunama. I Bilen, iRashaida, i Nara, gli Afar e Hidareb. Talvolta queste etnie entrano in conflitto tra di loro scatenando delle vere e proprie guerre civili.

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Tradizioni eritree

Secondo la tradizione il matrimonio è deciso sin dalla nascita dei due sposi, attraverso accordi presi tra le due famiglie. Il rituale inizia con delle trattative in cui la famiglia del ragazzo espone le future qualità dello sposo. Arrivato il fatidico giorno la tradizione vuole che il futuro marito con i suoi "archì", amici, si rechi a cavallo dalla sua futura moglie, in particolare nel villaggio della futura sposa viene organizzata una cerimonia con canti, banchetti e cortei. La tradizione vuole che il capo degli "archì"rapisca la fanciulla (finzione), essa viene condotta al villaggio dello sposo. La giovane viene posizionata sul letto, all'arrivo dello sposo esso deve recitare la parte dell' infuriato, sarà a questo punto che viene consumato il matrimonio. L'ultimo passo sarà il ritorno dalla madre della sposa che dovrà insegnare i diritti e i doveri di una moglie alla figlia, alla fine essa tornerà a vivere con l'uomo sposato. Il matrimonio potrà essere di due tipi: monogamo e di due tipi: "kal kidan", cioè solenne e pattuito tra le due famiglie; e quello "demoz", pattuito in denaro.

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L'emancipazione delle donne

Anche a donna eritreae dopo le lotte del 1991 riescono ad emanciparsi, anche se più la metà della popolazione musulmana, le donne hanno una certa libertà infatti esse usano indumenti occidentali o indossano il tradizionale zurià, un indumento di colore bianco di cotone-garza a più strati e un velo bianco tenuto sul collo e sulla nuca. Un dato particolare che differenzia questo da altri stati con simile religione sta nel fatto che la donna a donna non ha la testa abbassata in presenza degli uomini, ma ha un comportamento che simboleggi la parità con quest'ultimi, anche se garbato e decoroso. Grazie alla loro partecipazione da "protagonista" durante la lotta armata, le donne si sono guadagnate i diritti civili. Molto importante è notare che anche le donne possono frequentare la scuola e prendersi perfino il diploma.

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