I 10 castelli più belli della Valle D'Aosta

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Introduzione

La Valle d'Aosta è la regione più piccola d'Italia ma è ricca di storia, cultura e meravigliosi paesaggi che consentono molte attività sportive. Prevalentemente montuosa, vanta nel suo territorio cime come il Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa e consente di praticare sci (anche in estate), trekking, equitazione, rafting e arrampicata. Ma la Val d'Aosta non è solo natura: essa è anche impreziosita da borghi e castelli, alcuni in rovina e alcuni visitabili. Di seguito vi proponiamo una lista di dieci castelli che, secondo noi, sono i più belli e assolutamente da non perdere.

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Castello Savoia

Il Castello Savoia venne eretto alla fine del 1800 dalla Regina Margherita e si trova in località Belvedere. Dopo la morte della sovrana, l'edificio rimase chiuso per dieci anni finché, nel 1936, venne acquistato dall'imprenditore milanese Ettore Moretti e, nel 1981, venne venduto alla Regione Val d'Aosta. Il castello, costituito da un corpo centrale rettangolare chiuso da cinque torre diverse l'una dall'altra, si sviluppa in verticale su tre piani. Il pian terreno è dedicato alla sala da pranzo, alla veranda, al biliardo e ad altre sale da giorno. Il piano nobile ospita invece le stanze regali e l'ultimo piano (oggi non visitabile) era dedicato ai gentiluomini di corte.
Nel 1990 è stato inaugurato, ai piedi del castello, un giardino botanico.

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Forte di Bard

Le origini del Forte di Bard risalgono al VI secolo, quando un sistema difensivo dei confini dell'impero era presediuto da una guarnigione. Dal 1242 passò sotto il controllo dei Savoia e nel 1800 costituì un imprevisto nell'avanzata vittoriosa di Napoleone, che ne ordinò per questo motivo la distruzione. Nel 1830 venne fedelmente ricostruito per volere di Carlo Felice e la fine del secolo vide l'inizio del suo declino che si prolungò fino al 1990, quando entrò in possesso della Regione che lo ha completamente rinnovato nel 2006.
Il castello è costituito da tre corpi principali, disposti tra i 400 e i 467 metri di altezza. Quello più basso, e centrale, è il l'Opera Ferdinando, che oggi ospita il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.
L'Opera di Vittorio sorge a metà della rocca e al suo interno si trova il Museo della Alpi per i Ragazzi: un percorso multimediale e virtuale per un avvicinamento dei più giovani (ma non solo) alla montagna.
Infine troviamo l'Opera Carlo Alberto in cui sono presenti le celle della Prigione e il Museo delle Alpi.
Una curiosità: il castello è stato usato come location per alcune sequenze del film Avenger: Age of Ultron.

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Castello di Verrès

Un altro castello che può vantare un'antica storia è quello di Verrès: viene citato infatti per la prima volta nel 1287. Caduto nelle mani di Ibleto di Challant nel 1390 (che gli diede la conformazione attuale) durante i secoli cambiò proprietari subendo conseguentemente diverse modifiche per poi venir abbandonato definitivamente nel XIX secolo. Nel 1894 venne infine acquistato dallo Stato Italiano e venne dato avvio ai primi restauri. Nel secondo dopoguerra passò di proprietà alla Val d'Aosta e oggi è visitabile.
Il castello era facilmente difendibile e prima di entrare nel cortile del castello bisogna superare un ponte levatoio, poi il corpo di guardia antistante l'ingresso, un portale che dà accesso ad un androne sormontato da una caditoia e una seconda porta difesa (al tempo) da una saracinesca. Attorno al cortile si snoda il corpo del castello su tre livelli: al pian terreno si trovano due saloni, il primo era destinato ai Signori e il secondo (non visitabile) i locali di servizio.

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Castello di Ussel

In località Chatillon, troviamo il castello di Ussel. Esso venne edificato a metà del XIV secolo da Ebalo di Challant su un ripido promontorio e rappresenta il primo esempio di castello monoblocco della Regione. La struttura presenta una pianta rettangolare di dimensioni imponenti con due lati a base quadrata sul lato nord e due a base circolare sul lato sud. Le murature esterne, tranne quella rivolta a nord, presentano pregevoli decorazioni costituite da bifore (una diversa dall'altra) e motivi floreali e geometrici. All'interno le sale sono caratterizzate da monumentali camini costruiti sulla stessa linea in modo tale da sfruttare una sola canna fumaria.
Come gli altri, anche questo castello conobbe vicende alterne e finì in disuso per poi venir restaurato alla fine del '900 dal Barone Bich, l'inventore della penna a sfera Bic e oggi ospita un museo della cultura e dell'arte della Val d'Aosta e esposizioni temporanee.

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Castello di Cly

Simbolo di Saint-Denis è il castello di Cly, uno dei più antichi della Val d'Aosta. Menzionato per la prima volta nel 1207, è molto probabile che risalga addirittura al 1207. La massiccia torre principale è circondata da un'imponente cinta muraria e vi si adagiano i resti di una chiesa romanica dedicata a San Maurizio. Il castello è divisibile in due parti principali: quella occidentale era destinata ad ospitare i civili in caso di attacco che non presenta edifici o loro resti; quella a sud-est ospitava le stanze del Signore e della sua corte, le stalle e una grande sala. Anche questo castello cadde in declino e venne acquistato dal comune e l'associazione "Il maniero di Cly" vi organizza diverse manifestazioni culturali e rievocazioni storiche.

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Castello di Fènis

A differenza di altri castelli, quello di Fènis non sorge su scoscesi promontori e non gode di difese naturali. Menzionato per la prima volta nel 1242, appartenne alla famiglia Challant fino al 1716, quando venne ceduto al conte Baldassarre Castellar di Saluzzo Paesana e conobbe un lento declino per diventare un'abitazione rurale destinata ad ospitare una stalla ed un fienile. Nel 1895 venne comprato da Alfredo D'Andrade che lo restaurò e lo donò alla Stato. Oggi è di proprietà della Regione. Il castello ha un'insolita pianta pentagonale con una torretta ad ogni spigolo: tre sono circolari, una è una possente torre e un'altra ha pianta quadrata. Il mastio centrale è difeso da una doppia cinta muraria e il cortile interno presenta uno scalone semicircolare sovrastato da un affresco di San Giorgio che uccide il drago. Al piano terra c'è la sala d'armi, il refettorio, la dispensa e la cucina. Al primo piano invece si sono le stanze del signore, una cappella e una stanza di rappresentanza.

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Castello di Sarre

Il castello di Sarre è di più recente costruzione rispetto ad altri: esso infatti risale al 1710. Costruito su un'antica casa medievale, dopo vari passaggi di proprietà nel 1869 divenne residenza di caccia del re d'italia Vittorio Emanuele II. Vennero da allora apportate alcune modifiche e ristrutturazioni, in particola modo da Umberto I, che dedicò al castello numerose attenzioni. Dal 1989 è di proprietà della Regione. La struttura è caratterizzata da un'imponente torre centrale a base rettangolare e da un massiccio corpo longitudinale. Al primo piano si trova un museo dedicato alla storia del castello e all'arte venatoria, mentre al piano nobile sono visitabili le stanze dei trofei, alcune stanze private e la galleria monumentale. All'interno della cinta muraria è presente anche un cappella dedicata a Santa Barbara e San Nicola e risalente al 1713.

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Castello Sarriod de la Tour

Il Castello Sarriod de la Tour si trova nel comune di Saint-Pierre e poco si sa delle sue origini. Come il Castello di Cly, il suo impianto più antico è costituito da un edifico centrale principale e una piccola cappella, circondati da una cinta muraria. Nel 1420 Jean Sarriod fece ampliare e rafforzare la costruzione e nel corso dei secoli vennero continuamente apportati modifiche ed ampliamenti. Il castello appartenne alla famiglia Sarrio de la Tour fino al 1923, quando essa si spense, e passò alla famiglia Bensa di Genova. Dal 1970 appartiene alla Regione. Particolarmente pregevole è la cosiddetta "Sala delle teste", il cui nome deriva dalle 171 decorazioni lignee sulle mensole in corrispondenza delle travi e che rappresentano una grande varietà di volti. Donne, uomini, maschere carnevalesche e creature bizzarre che derivano dai bestiari medievali.

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Castello di Introd

Probabilmente risalente al XII secolo è invece il Castello di Introd. Il nome deriva "entre-aux", cioè "entro le acque", sorgendo infatti su di un promontorio circondato dal torrente Savara e dalla Dora di Rhemes. In origine, anche questo castello presentava un maschio di pianta quadrata circondato da mura ma, dal 1260, Pierre Sarrod inaugurò una serie di trasformazioni che hanno portato il castello ad assumere una forma poligonale quasi circolare. Nell'800 il castello fu gravemente danneggiato da due grossi incendi e agli inizi del secolo successivo venne restaurato. Oggi è di proprietà dei Conti Caracciolo di Brienza e in comodato al Comune di Introd, mentre la Fondation Grand Paradise ne gestisce la fruizione e il mantenimento. Attorno alla costruzione si trovano due interessanti edifici: La Cascina L'Ola e un granaio. La prima, in passato, serviva da granaio e pagliaio ai signori del castello, il secondo invece è una rarissima testimonianza dell'architettura lignea del tardo medioevo, la cui porta è ornata da un'elaborata serratura gotica che rappresenta un castello.

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Tour de l'Archet

E per finire ci spostiamo a Morgex, ad ammirare la splendida Tour de l'Archet: una torre quadrata con muri lunghi 9 metri e spessi 2,60. Risalente alla fine del X secolo, essa è una delle torri più antiche della Val d'Aosta. Essa sorge su un terreno pianeggiante ed è inglobata in un edificio più basso e più largo ma anch'esso dotato di mura spesse.
Al suo interno sono ospitati il Bibliomuseo del Fumetto, uffici, la Biblioteca e l'Archivio della Fondazione Natalino Sapegno.

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