I borghi stregati della Campania

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Introduzione

La Campania è una delle regioni italiane che meglio ha conservato la propria storia e i borghi considerati stregati non si contano. Nonostante le origini che hanno visto l'incontro di numerosi popoli, la Regione è comunque riuscita a costruire una propria identità, che spesso affonda le sue radici in leggende che si perdono in tempi lontanissimi e stregati. Lì dove tradizione e superstizione si mischiano come in nessun altro luogo, sorgono borghi stregati che conservano un fascino rimasto immutato attraverso i secoli, nonostante l'avanzare della storia e della modernità. Nella Regione delle streghe, dell'esoterismo e della forte tradizione cattolica, non si contano le cittadine dove serpeggiano notizie di infestazioni e spiritualismo. Qui di seguito solo elencati 5 borghi stregati, attuali o passati.

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Sant'Agnello di Sorrento, Napoli

Apre questo elenco di borghi stregati campani il comune di Sant'Agnello. Posto tra i più popolosi comuni di Sorrento e Piana di Sorrento, in provincia di Napoli, il comune conta una decina di migliaia di anime, ed occupa una posizione di prestigio. Affacciato sul golfo di Napoli per oltre 4 kilometri di costa, guarda malinconico all'area metropolitana. L'intero borgo, complice la sua tortuosa storia preunitaria, è costellato di edifici stregati dalle storie più o meno inquietanti, ma una costruzione in particolare attira l'attenzione: si tratta di Villa Nicolini. La magione non è particolarmente antica, infatti fu costruita 'appena' un secolo fa, nel 1923, da Giovanni Nicolini, che per appena 36mila lire acquisì l'area su cui avrebbe edificato la villa e un ampio e magnifico giardino. Precedentemente, però, quello stesso terreno apparteneva all'ordine dei frati Cappuccini, che secondo la tradizione non presero bene lo sfratto imposto dal comune, desideroso di battere cassa. Sarebbero proprio i Cappuccini gli artefici di una maledizione sulla villa che causava infelicità a chiunque l'avrebbe posseduta, causando la perdita di un componente della famiglia proprietaria. Così fu per i Nicolini, che caddero ben presto in disgrazia, fino a trovarsi costretti a cedere la villa a un costruttore napoletano, tale Giuseppe Parlato. Dodici anni dopo la cessione, nel 1981, la figlia dell'imprenditore fu trovata morta, proprio mentre rientrava nella magione paterna, vittima di un delitto che non ha ancora un colpevole. Ben presto la villa fu abbandonata e acquisita dal comune. Le storie sulla sua "infestazione" si sprecano: in paese si racconta di urla notturne, voci, c'è persino chi giura di aver visto una figura luminescente. La villa è caduta in uno stato di disgrazia, almeno fino al 2016, quando un noto miliardario russo ne acquisì la proprietà, pochi mesi prima di essere arrestato per bancarotta fraudolenta. L'inquietante storia di villa Nicolini pone meritatamente Sant'Agnello nella lista dei borghi stregati della Campania.

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Apice, la "Bella Addormentata"

Il nostro viaggio nei borghi stregati campani procede con una visita nella provincia di Benevento, che è per antonomasia la città delle streghe e dei borghi stregati. Certo, non a caso, visto che antichi discendenti dei popoli celtici, i Sanniti, popolarono la zona portando con sé i misteri tipici delle popolazioni nordiche. Proprio in provincia di Benevento sorge un antico borgo stregato, sì, ma per motivi che non vedono coinvolti scope e gatti neri. Si tratta di Apice, un borgo che sorge a diverse centinaia di metri sul mare e che è rimasto fermo alle 19:30 del 21 agosto 1962. In questa data, infatti, una violenta scossa di terremoto squassò la terra, costringendo gli abitanti ad abbandonare le proprie case. La cittadina fa parte di quei borghi stregati proprio per la loro caratteristica di avere un fascino immutato dettato dallo stato di abbandono. La scossa causò numerose vittime che ancora oggi si dice popolino la piccola rocca di caseggiati, tra urla e lamenti che si mescolano al vento nelle notti di tempesta. I sopravvissuti ricostruirono la cittadina su una collina vicina, ma ancora oggi volgono uno sguardo malinconico al borgo che li sovrasta.

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Tocco Caudio, Benevento

La provincia di Benevento, proprio per le sue origini esoteriche, raccoglie numerosi borghi definiti stregati. Ne è un esempio il comune di Tocco Caudio, che conta poco più di 1500 abitanti, per un'area che sfiora i trenta kilometri quadrati. Nata come antica metropoli Sannita, nel corso dei secoli ha affrontato diverse prove che ne hanno messo a rischio la sopravvivenza. Infatti, il borgo è stato raso al suolo innumerevoli volte, cosa che ne ha compromesso chiaramente la conservazione. L'unica eccezione è per le mura di un'antica magione che si dica risalga all'alto medioevo. Proprio a queste mura sono legate leggende che vedono coinvolte streghe e antichi 'malefici'. Si dice che un gruppo di streghe abbia provato a difendere la cittadina dalla forza inarrestabile della natura, ma con scarsi risultati. Questo ha fatto sì però che il borgo fosse considerato stregato. Il paese si è svuotato e riempito in diverse occasioni: nel 1962, con la stessa scossa che costrinse l'evacuazione di Apice, nel 1980, fino ad essere definitivamente abbandonato e ricostruito poco più sotto, dopo la scossa del 14 febbraio 1981.

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Zungoli, Avellino

Il nostro viaggio tra i borghi stregati passa anche per la provincia di Avellino. Zungoli è un comune arroccato, appunto, sull'Appennino avellinese che conta poco più di mille abitanti. Deve i primi insediamenti al romano Marco Aurelio che da lì faceva passare una strada che collegava il piccolissimo centro, per lo più di uso militare, direttamente alla via Appia. Il borgo conobbe un'epoca fiorente sotto la dominazione normanna, a cui si deve anche la costruzione di un imponente Castello, poi ceduto a Carlo I D'Angiò. Il borgo è caratterizzato da vicoli anche piuttosto ripidi che conservano una pavimentazione risalente anche al tardo '600. Mentre la presenza considerevole di chiese e case nobiliari, incide molto sulla sua presenza nell'elenco dei borghi stregati. La Chiesa principale è la Chiesa madre di Santa Maria Assunta. All'interno sono conservati delle statue lignee di notevole interesse artistico e a cui sono legate leggende che perdono la loro origine nella notte dei tempi. Particolare rilevanza ha anche il Convento di San Francesco, una costruzione imponente che nel corso dei secoli, a causa delle continue scosse, ha subito diversi abbandoni. Proprio a causa degli svuotamenti che interessavano il Convento, si dice che gli spiriti dei monaci defunti, vedendo le loro sepolture lasciate all'incuria, popolino le mura del convento. Questo lo rende uno dei borghi più affascinanti e stregati della Campania. Ad oggi, comunque, il monastero è aperto e rappresenta un importante polo artistico.

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Castellammare di Stabia, Napoli

Merita una citazione tra i borghi stregati campani anche Castellammare di Stabia. Oggi Castellammare di Stabia è una vera e propria area metropolitana, che sfiora i 70mila abitanti. La città, però, nasce come piccolo borgo, difeso dal Castrum maris de Sorrento, un antico maniero la cui edificazione risale intorno all'anno Mille. Tra gli antichi vicoli della cittadina serpeggiano storie e leggende che raccontano di fantasmi ed infestazioni. In particolare, tra le mura dell Castello che è stato il centro delle dispute tra le varie dinastie, aleggerebbe un'inquietante presenza. Oggi il Castello è stato completamente restaurato, ed ospita meeting e ricevimenti privati. Secondo le testimonianze, però, chiunque vi pernotti potrebbe udire strane urla, lamenti, pianti stregati ed inquietanti risa. La presenza dovrebbe essere quella di un'antica castellana, che intorno al 1480 tradì la fortezza lasciando entrare i soldati di Roberto D'Angiò, costringendo tutti alla resa, senza possibilità di opporre resistenza. Secondo la leggenda, la donna, che ai testimoni sarebbe apparsa con lunghi capelli neri e avvolta in uno sfavillante vestito rosso, si era invaghita di un soldato nemico, cosa che offuscò la sua capacità di giudizio. Quando si vide rifiutata dal suo amato, interessato solo a conquistare il castello, ed avendo attirato l'ira di tutti i suoi alleati, decise di togliersi la vita in una stanza del castello, che oggi è chiamata "la stanza degli Angeli".

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