La Cattedrale del sangue versato in Russia

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Introduzione

La chiesa della Resurrezione di Cristo o, meglio conosciuta come la Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato, si trova in Russia a San Pietroburgo, affacciata sul canale Griboedova. Venne costruita alla fine del 1800 sul luogo dove Alessandro II venne ucciso. Nel 1855 lo zar Nicola I moriva senza essere particolarmente rimpianto dai suoi sudditi: aveva governato con pugno di ferro e trasformato la città in una grande caserma dove polizia segreta e informatori erano appostati ovunque pronti a denunciare chiunque sembrasse ai loro occhi un rivoluzionario. Tolse ogni diritto a coloro che venivano considerati servi e si imbarcò in una guerra espansionista verso il Bosforo che si concluse miseramente. Alla sua morte successe il figlio, Alessandro II.

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Sono da ammirare le pareti della chiesa Resurrezione di Cristo ricoperte da meravigliosi mosaici

L'interno della Chiesa è un'esplosione di colori in cui predomina il turchese e l'oro. Le pareti sono completamente ricoperte da mosaici realizzati da molti dei più famosi artisti russi: Nikolaj Kharlamov realizzò il Cristo Pantocratore che ricopre la cupola centrale, mentre a Viktor Vasnetsov si deve la famosa Madonna con il Bambino nell'iconostasi principale.

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La situazione economica in San Pietroburgo

Completamente diverso il nuovo zar liberò molti prigionieri politici del padre e restituì i diritti ai servi della gleba. Fu chiamato "lo zar liberatore" e, in un certo modo, incoraggiò il capitalismo. Si preoccupò di migliorare i collegamenti per incrementare i commerci, facendo costruire ponti sulla Neva, stazioni e porti. Purtroppo la situazione economica del Paese era disastrosa, i contadini morivano di fame, cresceva in città il numero dei mendicanti, aumentavano i casi di criminalità e la corruzione dilagava. Le proteste diventarono sempre più frequenti e violente con conseguenti arresti di massa, fino a quando, il 1 marzo 1881 un gruppo noto come "Volontà del popolo" assassinò lo zar sulla banchina del Canale Griboedov mentre tornava a Palazzo d'Inverno.

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Nel 1930 la chiesa della Resurrezione di Cristo venne chiusa dalle autorità sovietiche

Nel 1930 venne chiusa dalle autorità sovietiche e durante il terribile assedio di Leningrado da parte delle truppe tedesche venne utilizzata come deposito di varie merci ed anche come obitorio. Come tanti altri edifici uscì un po' malconcia dalla guerra e diventò un magazzino per le scenografie di un vicino teatro lirico. Nel 1970 cominciarono i lavori di restauro; oggi la chiesa non è aperta al culto, è un museo statale dedicato al mosaico ed è una delle principali attrattive per i turisti che visitano San Pietroburgo.

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I lavori della chiesa Resurrezione di Cristo durarono 24 anni dal 1883 al 1907

La Chiesa in memoria di Alessandro II fu progettata da Alfred Parlan e i lavori durarono 24 anni, dal 1883 al 1907. L'esterno della Chiesa ricorda molto quello di San Basilio a Mosca e si discosta dallo stile barocco o neoclassico delle altre costruzioni di San Pietroburgo, con i suoi settemila metri quadrati di mosaici e le cinque cupole a cipolla rivestite di coloratissimi smalti contrasta notevolmente con la sobrietà degli edifici in centro. All'esterno, nella parte inferiore si trovano venti targhe dorate che illustrano le gesta dello zar Alessandro II, mentre, attorno al campanile, brillano 144 mosaici di stemmi araldici delle regioni, provincie, città dell'impero russo.

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