Le 10 cose da fare a Napoli

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Introduzione

"Vedi Napoli e poi muori" recita un famoso proverbio. Ebbene, anche a distanza di anni queste parole non potrebbero rivelarsi più attuali. Che siate turisti desiderosi di trascorrere un week-end fuori dalla solita routine o partenopei doc indecisi su come passare un pomeriggio d'autunno, la bella Neapolis non smetterà mai di regalarvi momenti unici e indimenticabili. Questa lista non vuole assolutamente imporvi un itinerario: dietro l'angolo, infatti, potrebbe essere nascosto un belvedere o un chiostro sfuggito alla nostra attenzione. Possiamo solo consigliarvi un punto di partenza. Ecco, di seguito, le 10 cose da fare assolutamente a Napoli... Il resto verrà da sé.

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Una passeggiata nel centro storico

Non potrebbe esservi un punto di partenza migliore che una full-immersion nel cuore più autentico e vivo della città, dove scugnizzi, universitari e artisti di strada si avvicinano senza mai incontrarsi: le intricate viuzze del centro storico dove la fastosa Napoli barocca s'incontra e fonde con la metropoli medievale, abbracciando i resti dell'antica Partenope. Punto nevralgico del quartiere è la monumentale piazza di San Domenico Maggiore, dominata dall'imponente e omonimo obelisco, simbolo della potenza raggiunta dall'ordine domenicano nel XVII secolo. Meritano una visita la cappella di San Severo, dove è possibile ammirare la straordinaria scultura settecentesca del Cristo velato, celebre per la straordinaria resa del sudario che copre il corpo di Cristo, e il monastero di Santa Chiara, vero e proprio capolavoro del gotico napoletano.

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Un caffè al Gambrinus

Nella piazza in cui re, viceré e imperatori hanno fatto la storia di Napoli, sorseggiare un caffè seduto ai tavoli dello storico bar può rivelarsi un'esperienza estremamente suggestiva. Vero e proprio salotto intellettuale della città, il Gambrinus ha ospitato nel corso della sua lunga storia figure del calibro di Gabriele D'Annunzio e Benedetto Croce, divenendo poi durante il Ventennio vero e proprio quartier generale della migliore intellettualità antifascista della città. Forse il rapporto qualità-prezzo non sarà particolarmente equilibrato, ma l'immersione nel fervore culturale della Napoli che fu non ha prezzo.

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Una visita al Cimitero delle Fontanelle

Pochi luoghi esprimono il legame strettissimo e la spiritualità come il macabro cimitero delle Fontanelle, nel cuore del Rione Sanità. Realizzato alla metà del Seicento come ossario per le vittime della terribile pestilenza descritta anche dal Manzoni, fu usato come cimitero in occasione delle varie epidemie fino al 1836. Accanto all'utilizzo "ufficiale", però, ve ne è anche un altro, da sempre visto con diffidenza dalla Curia locale: numerosi teschi sono diventati oggetto di un vero e proprio culto da parte dei napoletani, disposti ad "adottarne" uno gettandovi una moneta per ottenere, in cambio, la concessione di una grazia. Tra i più celebri rientra sicuramente il teschio "di Donna Concetta", che pare emetta in modo inspiegabile gocce di un liquido simile a sudore.

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Un percorso "virgiliano"

Non molti sanno che, tra le città italiane, Napoli è quella sicuramente da considerare più vicina al poeta dell'Eneide. Arrivatovi da giovane per frequentare la celebre scuole epicurea, sembra che Virgilio abbia mantenuto con Napoli un rapporto vivissimo, al punto da venire ricordato come una sorta di mago protettore della città. Innumerevoli le leggende che lo riguardano: secondo una di esse, avrebbe posto sotto Castel dell'Ovo un magico uovo che, se rotto, avrebbe determinato la distruzione della città; secondo un'altra, invece, avrebbe protetto la città dalle minacce del vulcano costruendo una statua di un uomo impugnante un arco teso. Proprio a Napoli, nel Parco Vergiliano di Piedigrotta, si dice sia conservato il corpo del poeta.

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Una visita a Napoli sotterranea

Il legame tra Napoli e il suo sottosuolo è sempre stato indissolubile. Furono i Greci, durante l'edificazione del primo nucleo urbano di Neapolis, a scavare cunicoli e grotte nei meandri sotterranei della città per estrarne il tufo necessario alla creazione degli edifici. Da allora, quegli ambienti furono utilizzati per gli scopi più diversi: da cisterne di acqua potabile a rifugi antibombe nel corso del secondo conflitto mondiale. Oggi è possibile visitare questi luoghi grazie a svariate associazioni che, da diversi decenni, organizzano visite guidate.

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Una domenica al museo

Posta al centro di uno dei golfi più ameni del Tirreno, Napoli e i suoi dintorni erano considerati in epoca romana un vero proprio luogo d'otium, un paradiso di tranquillità e bellezze paesaggistiche ideale per dedicarsi con serenità alle attività dello spirito. Una simile fama determinò il sorgere, specie nel tratto di costa tra Ercolano e Oplonti, di numerose residenze aristocratiche, conservate pressoché intatte dalle ceneri dell'eruzione del 79 d. C. Gran parte dei reperti rinvenuti nella zona sono conservati oggi nel Museo Archeologico Nazionale: tra le collezioni più note, quella pittorica conduce il visitatore in un vero e proprio viaggio del tempo alla scoperta degli stili pompeiani; non da meno, per quanto riguarda la scultura, la straordinaria collezione Farnese.

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Un pomeriggio alla Certosa di S. Martino

Posta in una posizione strategica in cima alla collina del Vomero, la Certosa di San Martino è uno dei complessi monastici più importanti di Napoli, oltre che una delle massime espressioni architettoniche del barocco napoletano. Si consiglia di affacciarsi alla terrazza cui si accede dagli appartamenti dell'abate certosino: si gode di una vista unica sul golfo di Napoli che spazia dallo "sterminator Vesevo" sino all'isola di Capri.

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Un sabato sera a via Caracciolo

Ritenuto a ragione il "lungomare più bello del mondo", via Caracciolo non è solo il centro del jet-set napoletano con i suoi lussuosissimi alberghi, ma rappresenta da qualche decennio il cuore pulsante della movida napoletana, punto di ritrovo di giovani e meno giovani che, specie il sabato sera, amano passeggiare sorseggiando un drink accarezzati dalla delicata brezza marina. Se siete persone riservate probabilmente una serata del genere non sarà il massimo, ma - perché no? - potreste anche essere piacevolmente sorpresi...

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Una capatina a Marechiaro

In origine modesto borgo marinaro, Marechiaro è assurta a vera leggenda grazie al celebre brano del poeta Salvatore Di Giacomo, romantica storia di un giovane innamorato che, alla luce della luce, cantava il proprio amore sotto una pittoresca "finestrella". Non faticherete certo a riconoscerla: proprio come l'innamorato di Di Giacomo, vedrete sul suo davanzale un garofano fresco. Quale luogo migliore per innamorarsi in una notte di luna piena?

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Una serata al San Carlo

Non potrete lasciare Napoli senza prima aver trascorso una serata nel suo più antico teatro. Fondato nella prima metà del XVIII secolo da Carlo di Borbone, è oggi il più antico teatro europeo ancora in attività. Difficilmente resterete indifferente ai suoi luminosi stucchi, alle sue atmosfere magiche e sospese, ai suoi eleganti drappeggi... Lo stesso Stendhal riconosceva che "non c'è nulla in tutta Europa che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea". L'ideale sarebbe, certo, assistere a una delle molte opere in cartellone ma, se il tempo vi è avverso, potrete accontentarvi di una rapida visita mattutina.

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