Senegal: usi e costumi

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Introduzione

Una storia millenaria, che ancora oggi viene "raccontata" attraverso usi e costumi che rappresentano la vita quotidiana del Senegal. Un popolo che nonostante secoli di colonialismo ha saputo conservare in modo integro le sue più antiche tradizioni. E che oggi, con uno spirito di accoglienza unico al mondo, le fa conoscere al visitatore straniero.

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La lingua ufficiale è il francese

Il Paese più ad ovest dell’Africa, situato al confine fra il deserto e la foresta tropicale, si estende su una superficie di circa 200 mila chilometri quadrati e detiene una popolazione di poco più di 10 milioni di abitanti. La lingua ufficiale è il francese – il colonialismo transalpino è durato dal 1659 al 1960 – ma in realtà in Senegal si parlano oltre dieci lingue, sei delle quali (il wolof, utilizzato e conosciuto da circa l’80% della popolazione; il sèrere, il mandingue, il peul, il diola e il sonninkè) sono state promosse lingue nazionali dopo un decreto del 1971. Il 95% dei senegalesi sono musulmani, una diretta derivazione dell’arrivo dell’Islam durante la fase dei regni dei grandi imperi nell’Africa occidentale (tra il V e il XVII secolo), che coincide anche con la storia antica di questo Paese. Proprio da allora si è strutturata l’organizzazione sociale che prevede la coesistenza di diverse etnie, ancora oggi vigente. Il gruppo principale è costituito dai wolof, in cui il grado sociale occupato in una realtà decisamente stratificata è determinato dalla nascita mentre il fulcro attorno al quale è costruita tutta la società senegalese è la famiglia. In questo ambito, va sottolineato come il nucleo familiare più diffuso prevede una sorta di famiglia allargata, che va dal capofamiglia fino ai parenti di terzo grado.

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Ternaga la parola che non si può tradurre

C’è una parola, intraducibile in qualsiasi altra lingua, che rappresenta a tutto tondo uno dei valori più alti del popolo senegalese. Teranga: molti la traducono come ospitalità ma in realtà essa esprime concetti molto più alti ed ampi. Teranga è l’accoglienza speciale sommata all’attenzione per l’ospite, è il piacere venato di grande allegria che celebra l’arrivo dello straniero e per il quale verranno preparati i piatti più squisiti dell’antica tradizione culinaria senegalese.

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Il costume più utilizzato è il grande boubou

Se vogliamo terminare questo viaggio all’interno della cultura senegalese, parlando veramente in senso lato di costumi (in questo caso più propriamente di vestiti), bisogna sottolineare come quelli del Senegal siano praticamente insuperabili per eleganza e raffinatezza. Chi visita questo paese non riesce ad abituarsi alla bellezza degli abiti indossati dagli uomini e dalle donne nella vita di tutti i giorni e durante le festività: il vestito principale, quello maggiormente indossato da tutti, è il “grande boubou”, un abito lungo realizzato in cotone o in tessuto damascato, spesso ricamato. L’eleganza delle linee e rafforzata dall’uso di tonalità cromatiche brillanti ma allo stesso tempo calde, in un caleidoscopio di colori che rende una via di Dakar (la capitale del Senegal) una sorta di straordinaria (e naturale) sfilata all’aria aperta.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Mi dispiace ma non ho trovato foto "libere" da allegare. I miei suggerimenti per le immagini sono: foto di abiti del Senegal, foto della lotta, foto dei piatti tipici.

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